Il presidente boliviano Rodrigo Paz ha proclamato sabato lo stato d’eccezione su tutto il territorio nazionale, dopo oltre sei settimane di proteste e blocchi stradali che paralizzano il paese. Si tratta di una misura straordinaria che sospende temporaneamente alcuni diritti civili e autorizza l’intervento delle forze armate.
L’annuncio è arrivato in un discorso televisivo, durante il quale Paz ha dichiarato di aver esaurito “tutte le vie del dialogo”. La decisione giunge tuttavia a poche ore dalla firma di un accordo con la COB, la principale centrale sindacale boliviana, che ha annunciato la fine delle proprie misure di pressione. Altri movimenti mantengono invece la protesta.
Mario Argollo, segretario esecutivo del COB
“Esaurite le vie del dialogo”
“Dopo aver esaurito tutte le vie del dialogo, concluso accordi con coloro le cui rivendicazioni erano legittime e identificato chi usava la violenza per tentare di destabilizzare la Bolivia, abbiamo preso la decisione di dichiarare lo stato d’eccezione su tutto il territorio nazionale”, ha affermato il presidente.
Paz ha assicurato che le porte del governo resteranno aperte “per chi vuole dialogare in buona fede”, ma ha sottolineato la necessità di ripristinare la libera circolazione di persone e merci. “I boliviani non possono continuare a essere ostaggi di blocchi che impediscono di lavorare, studiare, ricevere cure mediche e approvvigionarsi”, ha dichiarato.
I blocchi continuano a ostacolare il transito fra i dipartimenti del paese e il trasporto di beni essenziali come alimenti, carburante e medicinali.
Dall’archivio:

in Bolivia, Rodrigo Paz è il nuovo presidente
Telegiornale 20.10.2025, 12:30
(Notizia legata al notiziario delle 04.00 del 20.06.2026)








