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Buone notizie per delfini e cetacei

Con l'accordo per la protezione degli oceani "abbiamo finalmente gli strumenti giuridici per prendere misure adeguate e agire" - L'intervista al biologo e oceanologo Giuseppe Notarbartolo di Sciara

  • 05.03.2023, 18:12
  • 20.11.2024, 11:49
Il nuovo accordo raggiunto dall'ONU permetterà di proteggere alcune specie della fauna oceanica
03:47

SEIDISERA del 05.03.2023 - Intervista a Giuseppe Notarbartolo di Sciara, biologo e oceanologo

RSI New Articles 05.03.2023, 17:42

  • Keystone
Di: SEIDISERA/Natda 

È stato raggiunto sabato l’accordo per il trattato internazionale sulla protezione degli oceani, che entrerà in vigore dopo le formalità giuridiche e di traduzione nelle lingue ufficiali delle Nazioni Unite. La RSI ne ha parlato con Giuseppe Notarbartolo di Sciara, biologo e oceanologo.

Perché è importante questo accordo? È davvero storico come ha detto la presidentessa Rena Lee?

“Lo è, senza dubbio. Innanzitutto, perché ci si lavora da decenni. In secondo luogo, perché per la prima volta vengono poste le basi giuridiche per poter ottenere protezione legale di porzioni dell'alto mare, noto anche come area fuori dalle giurisdizioni delle nazioni costiere, che occupa circa il 40% della superficie del pianeta. Si tratta quindi dell'ecosistema più esteso che ci possa essere sul pianeta Terra”.

Qual è la situazione attuale dell'oceano?

L’oceano oggi non sta certo meglio di quanto stava ieri, perché i problemi continuano e non sono in nessun modo mitigati. I cambiamenti climatici e l’acidificazione dei mari continuano a fare il loro effetto, il traffico aumenta, la pesca è sempre più intensa e l'inquinamento non cessa, né dal punto di vista dell'inquinamento sonoro, né quello chimico, né quello della plastica. Insomma, abbiamo un grande bisogno di strumenti giuridici che ci consentano di prendere delle misure e agire. E questo è quello che ci fornirà la chiusura dell’accordo, che naturalmente prima di entrare in vigore avrà bisogno di un certo numero di ratifiche da parte degli Stati.

Quali sono, secondo lei, le misure principali aiutare a mitigare i problemi che ha citato?

I problemi legati al cambiamento climatico, e quindi alla civilizzazione, sono talmente diffusi che ci vorranno delle misure a livello sistemico, di pianeta. Le altre minacce invece, come quella del prelievo eccessivo di specie pescate o la questione riguardante le specie protette, come i cetacei, che sono colpite dalla navigazione, potranno ora essere affrontate mediante l'istituzione di aree protette, nonostante si tratti di aree fuori dalle giurisdizioni nazionali. Sarà infatti possibile istituire come dei grandi parchi nazionali nell'alto mare.

Una buona notizia quindi per balene, delfini e più in generale cetacei: animali di cui lei si è occupato molto.

Sì, è un'ottima notizia. Da tanto, come Aussie International Union for the Conservation of Nature, lavoriamo all'identificazione di aree importanti per i mammiferi marini, anche nell'alto mare e che identifichiamo con gli aspetti locali e regionali. Adesso potremo collaborare con coloro che, utilizzando questo nuovo accordo, cercheranno di capire dove istituire queste aree protette.

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