Il cosiddetto “guaritore” di Berna, a processo con l'accusa d'aver infettato volontariamente con il virus dell'AIDS almeno 16 suoi pazienti, è ricomparso oggi pomeriggio davanti al Tribunale regionale di Berna-Mittelland.
Al reparto detenuti dell'Inselspital, dove si trovava da venerdì quando è stato arrestato proprio perché non voleva presenziare al dibattimento, è stato infatti dichiarato trasferibile nella prigione regionale della capitale.
La difesa questo pomeriggio ne ha chiesto l'assoluzione. Per il difensore d'ufficio infatti, l'esoterismo e il misticismo non sono degli atti penalmente punibili. Ernst Reber inoltre ritiene che il suo cliente sia un capro espiatorio e che le vittime avrebbero potuto contagiarsi senza il suo intervento. Vi sarebbero poi dei pregiudizi sul 54enne a causa della sua personalità inconsueta.
Negli scorsi giorni tutti i sei legali delle vittime hanno richiesto un verdetto di colpevolezza, mentre giovedì il procuratore pubblico aveva chiesto 15 anni di carcere per lesioni personali gravi e propagazione di malattie dell'uomo.






