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Cinquecento corone e bara d’oro, il canto del narcotrafficante

Funerali blindati in Messico per Rubén Nemesio Oseguera Cervantes, detto El Mencho, leader dell’organizzazione criminale Cartel Jalisco 

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Il narcotrafficante messicano era detto anche "El Gallero", il gallo

Il narcotrafficante messicano era detto anche "El Gallero", il gallo

Di: ATS/Spi 

Un funerale blindato e un po’ dorato. In Messico i resti del narcotrafficante Rubén Nemesio Oseguera Cervantes, detto El Mencho, leader del Cartel Jalisco Nueva Generación (Cjng), sono stati trasferiti lunedì al pantheon Recinto della Pace di Zapopan, città di circa 1,5 milioni di abitanti nello Stato di Jalisco, nell’area metropolitana di Guadalajara in Messico.

La cerimonia si è svolta sotto la supervisione di circa 80 membri della Guardia Nazionale, dell’Esercito Messicano e della Polizia di Stato. Il 59enne è stato ucciso lo scorso 22 febbraio nel corso di un’operazione speciale. La sua morte ha scatenato scontri e disordini in numerose città messicane.

Il feretro dorato

Il feretro dorato

  • Keystone

A riferirne sono i principali media messicani, precisando che al cimitero sono state recapitate oltre 500 corone anonime. Tra queste figurava anche un imponente allestimento floreale a forma di gallo, richiamo al soprannome attribuito dai suoi sostenitori, a El Mencho.

Ma a spiccare è stata soprattutto la bara, interamente d’oro, o più probabilmente dorata, come mostrano i filmati sui siti messicani.

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Messico, ucciso uno dei criminali più ricercati al mondo

Telegiornale 23.02.2026, 12:30

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