Nove sospettati, tra cui un assistente parlamentare del deputato di La France Insoumise (LFI) Raphaël Arnault, sono stati arrestati martedì nell’ambito dell’inchiesta sulla morte del giovane militante nazionalista Quentin Deranque, picchiato a morte giovedì a Lione.
“Il mio collaboratore Jacques-Elie Favrot ha cessato tutte le sue attività parlamentari”, ha scritto Raphaël Arnault su X, precisando di aver avviato già lunedì “le procedure per porre fine al suo contratto”. “Spetta ora all’inchiesta determinare le responsabilità”, ha aggiunto il deputato, che nel 2018 a Lione ha fondato il movimento La Jeune Garde, che si definisce antifascista ma è in fase di scioglimento a causa di accuse di violenze.
Il nome di Jacques-Elie Favrot circolava da diversi giorni e il giovane aveva perso lunedì i suoi diritti di accesso all’Assemblea nazionale, pur avendo negato tramite il suo avvocato “di essere responsabile del dramma”.
Quentin Deranque, 23 anni, è stato aggredito giovedì sera da diverse persone incappucciate, a margine di una conferenza dell’eurodeputata di LFI Rima Hassan a Sciences Po Lyon, dove era venuto per garantire la sicurezza delle militanti del collettivo identitario Némésis. A causa di un grave trauma cranico, è deceduto sabato.
Dopo aver ascoltato i testimoni, analizzato i video e i dati telefonici, gli investigatori erano riusciti martedì mattina a identificare una parte dei sospetti e hanno effettuato cinque arresti nel pomeriggio e quattro in serata, secondo il procuratore di Lione Thierry Dran. Il magistrato ha rifiutato di fornire ulteriori dettagli sui profili degli arrestati, ma una fonte vicina al dossier ha precisato all’AFP che si tratta di sette uomini, tra cui Jacques-Elie Favrot, e due donne, tutti sulla ventina. Sei sono sospettati di aver partecipato all’aggressione, gli altri di aver fornito supporto, secondo la stessa fonte.
Gli arresti hanno dato vigore alle polemiche politiche: dal premier Sébastien Lecornu al presidente del Rassemblement National Jordan Bardella, da più parti sono piovute critiche su La France Insoumise, la quale si difende dicendo di non avere “alcun legame” con questa aggressione, né “alcuna responsabilità politica”.

Alta tensione nella politica francese
SEIDISERA 16.02.2026, 18:00
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