Dopo 144 giorni di guerra la Russia resta tutto sommato isolata nei grandi eventi della comunità internazionale. Dopo che qualche giorno fa il capo della diplomazia del Cremlino Sergej Lavrov se ne andò prima del tempo dal G20 dei ministri degli Esteri in Indonesia poiché nessuno voleva essere ritratto nella foto ufficiale con lui e gran parte dei presenti cambiava sala al momento dei suoi interventi, sabato - sempre al G20 di Bali, ma durante la riunione dei ministri delle Finanze - è venuta a galla nuovamente l'ostilità che gli esponenti di Mosca suscitano negli altri partecipanti ai meeting tra i Paesi più industrializzati.
La ministra delle Finanze canadese Chrystia Freeland, che ha radici ucraine, ha dichiarato infatti che la presenza dei russi alla riunione in Indonesia è stata "assurda" e paragonabile "a invitare un piromane in una riunione di pompieri". La Freeland ha spiegato in una conferenza stampa che lei e gli altri ministri si "sono opposti fermamente e chiaramente alla presenza di dirigenti di Mosca", considerata "l'invasione illegale" dell'Ucraina in atto. "I tecnocrati russi dell'economia che lavorano per finanziare la macchina da guerra di Vladimir Putin sono personalmente complici dei crimini di guerra della Russia, come i suoi generali", ha affermato la canadese (pure vicepremier), che condanna regolarmente l'aggressione di Mosca contro Kiev sui social network.
Intanto sul terreno non si ferma la strage di civili causata dai bombardamenti russi sui centri abitati di vaste zone dell’Ucraina. Tre civili sono stati uccisi e 12 sono rimasti feriti durante i bombardamenti delle forze russe nella regione ucraina di Donetsk (a est) tra sabato e domenica. Lo ha reso noto su Telegram il capo dell'amministrazione militare regionale, Pavlo Kyrylenko.
Quest’ultimo ha precisato che due persone sono morte a Udachne e una a Pokrovsk. Dall'inizio dell'invasione russa, nella regione di Donetsk sono stati uccisi 623 civili e 1’598 sono rimasti feriti. Secondo Kiev, sono stati presi di mira 54 obiettivi civili in 24 ore in tutta la zona. Ma la propaganda di Mosca invece ha accusato gli ucraini di bombardare le proprie città per "instillare un sentimento anti-russo tra la popolazione".
È d'altronde vero che la rabbia contro le truppe del Cremlino monta pure in virtù delle azioni compiute da queste ultime. Nel distretto di Kryviy Rih, città natale del presidente ucraino Volodymyr Zelensky, i russi hanno bruciato decine e decine di ettari di campi coltivati, già pronti per il raccolto. Il Ministero della Difesa ucraino ha pubblicato domenica su Twitter l'immagine di una cicogna, uno dei simboli del Paese, ferma in mezzo a un campo incenerito.
Sabato, intanto, secondo quanto evidenzia su Twitter l’Istituto per gli Studi sulla Guerra (ISW) americano, il Cremlino pretende dalle sue truppe la riconquista di Kharkiv – persa la scorsa primavera – e dell’intero suo Oblast. Anche per questo il ministro della Difesa Sergej Shoigu ha fatto la sua seconda visita in un mese ai soldati sul campo di battaglia. Vero è che l’ISW sottolinea a chiare lettere nel suo tweet che tale obiettivo mostra una “estrema improbabilità di successo”.
Del resto, le dichiarazioni del Cremlino formulate a più riprese di un’occupazione totale dell’Oblast di Luhansk da parte dei suoi soldati si conferma come del tutto infondata. Il governatore Serhiy Hayday ha dichiarato infatti domenica che due località del suo Oblast restano sotto il controllo dell’esercito ucraino.
Hayday non ha specificato il nome dei villaggi, ma in precedenza aveva riferito che i villaggi di Bilohorivka e di Verkhnokamianka "continuano a mantenere la difesa". Ha poi spiegato che le truppe russe hanno catturato uno dei due centri abitati svariate volte prima di essere respinti dalle forze di Kiev, che hanno così impedito ai soldati di Mosca di raggiungere il loro obiettivo: catturare l’intera regione.
Ricordato l'abbattimento del volo MH17, otto anni fa
Ma oggi, domenica 17, si commemora pure l'abbattimento del volo MH17 della Malaysian Airlines avvenuto otto anni fa. L'aereo di linea si schiantò mentre sorvolava l'Ucraina orientale, provocando la morte dei 283 passeggeri e 15 membri dell'equipaggio che erano a bordo. Un team globale di investigatori afferma che l'aereo è stato abbattuto nell'area del conflitto armato con i separatisti filorussi da un missile partito da una base militare in mano alle truppe vicine al Cremlino, con lo scopo di bombardare le forze ucraine. Mosca ha sempre negato ogni coinvolgimento nella tragedia.
Ma, alla luce delle prove messe a disposizione dalle autorità ucraine e olandesi, nel giugno scorso l'Assemblea parlamentare del Consiglio d'Europa (APCE) ha affermato di valutare "di gran lunga lo scenario più convincente" l'ipotesi secondo la quale un missile fornito dalla Russia abbia abbattuto il volo MH17.
La APCE, l'organo parlamentare del Consiglio d'Europa, dal quale è stata esclusa la Russia, ha esortato anche Mosca "a porgere le scuse formali alle famiglie e agli amici delle vittime del volo MH17 per il dolore e la sofferenza causati dalla precedente disinformazione".

Ucraina: nuovi bombardamenti
Telegiornale 16.07.2022, 14:30





