I raid turchi contro le basi dell'autoproclamato Stato Islamico (IS) nel nord della Siria "sono un primo passo" e gli interventi di polizia contro gli islamisti, i curdi e i militanti di sinistra continueranno. Così il presidente turco Reçep Tayyip Erdogan, che ha invitato i miliziani a deporre le armi, se non vogliono "pagarne le conseguenze".
Erdogan ha confermato anche al suo omologo americano, Barack Obama, l'intenzione di combattere insieme l'IS.
Intanto il primo ministro turco Ahmet Davutoglu, ha sottolineato che i raid di Ankara hanno distrutto tutti gli obiettivi dell'IS che minacciavano il confine tra Siria e Turchia. "Il minimo movimento che minaccia la Turchia causerà reazioni più gravi", ha avvertito il capo del governo.
"Blitz simultanei sono stati condotti contro un alto numero di persone sospettate di preparare operazioni contro i civili", riferisce l'ufficio del premier. "In totale, sono state arrestate 297 persone, di cui 37 stranieri, appartenenti a gruppi terroristici".
ATS/ANSA/M.Ang.
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