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Così agiva “l’accademia dello stupro”

Un’inchiesta della CNN rivela una rete globale di uomini che online si organizzano per drogare, violentare e filmare le proprie partner - Le testimonianze di alcune vittime

  • Ieri, 06:33
  • Ieri, 08:43
In rete gli abusi vengono incoraggiati e normalizzati

In rete gli abusi vengono incoraggiati e normalizzati

  • iStock
Di: Giorgia Fontana 

Un’inchiesta durata diversi mesi, condotta dalla CNN nell’ambito della serie As Equals, ha portato alla luce un universo online sommerso in cui uomini si organizzano per drogare e violentare le proprie partner, spesso filmando gli abusi e condividendoli in rete.

Dal caso Pelicot a un sistema più ampio

Il grande pubblico ha scoperto questa forma di violenza nel 2024, durante il processo in Francia a Dominique Pelicot, condannato per aver drogato la moglie Gisèle e averla fatta violentare da decine di uomini contattati online. La vicenda ha acceso i riflettori su questi spazi digitali (forum, siti web, gruppi di messaggistica cifrata etc.) dove gli uomini si ritrovano per scambiarsi materiale, consigli e incoraggiarsi a vicenda. Coco.fr, il sito coinvolto nello scandalo, è stato chiuso, ma l’indagine della CNN dimostra che il fenomeno non si è affatto fermato.

Cosa ha scoperto la CNN

I giornalisti hanno individuato su Motherless.com, un sito pornografico statunitense che nel solo mese di febbraio ha registrato circa 62 milioni di visite, oltre 20’000 filmati contrassegnati con tag come #svenuta o #controllooculare. Si tratta di contenuti legati al cosiddetto “tema sonno”, in cui uomini riprendono donne addormentate o sedate senza che ne siano consapevoli. In diversi casi sollevano loro le palpebre davanti alla telecamera, come prova del fatto che siano incoscienti. Alcuni di questi video hanno superato le 50’000 visualizzazioni.

Motherless.com, però, è solo la punta dell’iceberg. L’inchiesta mostra infatti come attorno a questi contenuti ruoti un sistema ben più articolato, attivo anche su Telegram, dove gli utenti si scambiavano consigli sui farmaci da usare, vendevano sostanze sedative e organizzavano persino dirette streaming a pagamento degli abusi. La CNN ha rintracciato uno di questi utenti, chiamato Piotr nell’articolo, fino a una città polacca, dove lo ha trovato con quella che lui stesso indicava come sua moglie, presumibilmente ignara di quanto accadeva. Le autorità locali sono state informate.

Le voci delle vittime

Nell’articolo trovano spazio le testimonianze di tre donne che hanno scoperto di essere state vittime dei propri mariti o compagni. Storie diverse, unite dallo stesso trauma: la fiducia spezzata dalla persona più vicina e la difficoltà di vedere riconosciuta la propria esperienza..

Ci preoccupiamo di chi ci segue per strada, ma non ci preoccupiamo di chi ci sta accanto mentre dormiamo. Non mi ero resa conto che fosse necessario

Zoe Watts, Inghilterra

Zoe ha scoperto, dopo 16 anni di matrimonio e quattro figli, che il marito le somministrava sonniferi nel tè della sera per abusare di lei. La confessione è arrivata in una domenica ordinaria, al rientro dalla chiesa. “Ha snocciolato una lista dei suoi misfatti come se fosse una lista della spesa”, ha raccontato. L’uomo è stato condannato a 11 anni di carcere. Ma per Zoe il trauma non è finito lì. Alcune persone, infatti, le hanno detto: “Ma è tuo marito, no? Non è la stessa cosa di essere trascinata in un vicolo”. Parole che mostrano quanto siano ancora diffusi i pregiudizi sugli abusi all’interno della coppia.

Anche se ero sicura al 100% che fosse successo qualcosa, lui cercava di cambiare la mia percezione della realtà, nonostante i segni fisici fossero evidenti

Amanda Stanhope, Inghilterra

Per cinque anni Amanda è si svegliata con lividi sul corpo, senza alcun ricordo di come si fosse addormentata. Quando cercava spiegazioni, il compagno le dava delle spiegazioni manipolatorie. Si è rivolta alla polizia solo grazie al supporto del fratello. Il suo ex compagno si è tolto la vita prima del processo. “Mi ha portato via l’innocenza nei confronti delle persone, vedo tutti come potenziali predatori”, ha dichiarato.

Non riesco a concepire che una donna possa essere trattata come carne da macello. Perché alla fine, è quello che sono stata io

Valentina (nome di fantasia), Italia

Valentina, madre di due figli, ha scoperto tutto per caso ritrovando i video girati dal marito, con cui era sposata da 20 anni: la riprendeva mentre abusava di lei, dopo averle somministrato alcol e sedativi. “Sono stata fortunata a trovare i video, perché senza di essi sarebbe stato difficile da credere”, ha detto. L’ex marito è stato condannato nel 2021 a otto anni di carcere. 

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Servizio consulenza abusi

SEIDISERA 09.04.2026, 18:00

Un problema sistemico, senza risposta adeguata

Secondo gli esperti interpellati dalla CNN, alcune forme di pornografia hanno a lungo normalizzato la violenza contro le donne presentandola come intrattenimento, e gli algoritmi che privilegiano i filmati estremi contribuiscono a diffondere questi materiali. Ma il problema non riguarda solo i singoli contenuti: è la dimensione comunitaria a renderlo particolarmente preoccupante. Annabelle Montagne, psicologa che ha valutato metà degli imputati nel processo Pelicot, spiega che all’interno di questi siti esiste una sorta di “fratellanza” tra gli utenti. In altre parole, la rete non è solo un mezzo per accedere a questi video illegali, ma uno spazio in cui gli abusi vengono collettivamente incoraggiati e normalizzati.

Il fenomeno poi è sottostimato e poco denunciato anche per la mancanza di formazione specifica tra forze dell’ordine e personale sanitario. In Inghilterra e Galles, il 23% delle aggressioni sessuali registrate riguarda vittime che erano prive di sensi o addormentate.

E sul fronte legale le risposte restano frammentarie. Telegram ha rimosso il gruppo individuato dall’inchiesta e Motherless.com è stata multata, ma i proprietari delle piattaforme spesso restano privi di responsabilità. La parlamentare francese Sandrine Josso, essa stessa vittima di abuso facilitato da droghe, ha definito questi gruppi online “un’accademia dello stupro”, dove si insegna sistematicamente come commettere e nascondere questi crimini.

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