Scontri tra polizia in tenuta antisommossa e tatari sono scoppiati oggi in Crimea, vicino al confine dell'Ucraina, quando Moustafa Djemilev , il leader storico della minoranza etnica musulmana che rappresenta il 12% della popolazione della penisola, ha tentato di rientrare nella Repubblica autonoma riannessa alla Russia, dopo esserne stato espulso qualche settimana fa.
Djeminev, che ha denunciato a più riprese l'annessione della penisola alla Russia, aveva già cercato di tornare tra la sua gente prendendo un aereo, ma a Mosca era stato respinto e costretto a rientrare a Kiev.
La Medjlis, assemblea dei tatari di Crimea, ha deciso allora di attendere il proprio capo al posto di frontiera di Armiansk. In circa 2’000 si sono scontrati con la polizia locale, senza però riuscire a far rientrare il loro leader. Il governatore ad interim della Crimea, Serghei Axionov ha denunciato la provocazione, accusando Djemilev di “voler seminare il caos”.
ATS/ANSA/Red.MM
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