Mosca ha preparato una serie di proposte “per riportare la situazione in Crimea nel quadro del diritto internazionale tenendo conto degli interessi di tutti gli ucraini, senza eccezioni”.
Il ministro degli esteri russo ha parlato così davanti alla stampa, sottolineando che quelle avanzate da Washington “non sono soddisfacenti”. Serghei Lavrov si è detto invece disposto al dialogo con gli Stati Uniti, come suggerito dai partner europei.
Sulla questione Crimea si è anche espresso oggi, lunedì, il premier ucraino ad interim Arseni Iatseniuk, il quale ha esortato la Russia a cancellare “immediatamente” il referendum del 16 marzo per la sua annessione.
Dal Cremlino viene quindi ribadita la posizione presa nelle scorse settimane: rifiuto categorico di riconoscere i nuovi dirigenti pro-occidentali in Ucraina. L’unico presidente legittimo, rimane il deposto Viktor Ianukovich.
ATS/AFP-AlesS
Gli sviluppi sul terreno
I tatari di Crimea hanno rifiutato l’offerta di partecipare al Governo da loro considerato "illegittimo". La comunità di religione musulmana si è vista offrire un carica di vicepremier e due ministeri, nonché alte cariche al rango di viceministro interno e della difesa. Intanto il Governo della penisola si è detto disponibile ad accogliere una missione OSCE. Lo fa sapere il vice premier Rustam Temirgaliyev, precisando però che sono i benvenuti "solo i veri osservatori, che non vengono da noi per provocare ma per osservare la correttezza del referendum". Le autorità di Sebastopoli hanno deciso che d'ora in avanti la lingua locale sarà il russo. Intanto militari filorussi hanno occupato un'altra base militare ucraina.
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RG 18.30 - La corrispondenza di Lucia Sgueglia
RSI Info 10.03.2014, 19:55





