Nel giorno in cui Putin ha auspicato un abbassamento della tensione, inaugurando le Paralimpiadi di Sochi, il portavoce del Cremlino, Dmitri Peskov, auspica che Russia e Occidente non tornino alla guerra fredda ma, al tempo stesso, dichiara che gli appelli europei a trattare con Kiev con la mediazione di poteri occidentali "suscitano un sorriso" ritenendo "esaurito" il credito di fiducia di questi 'garanti' dopo che il documento firmato da Ianukovich a Kiev il 21 febbraio e' diventato carta straccia. Non contribuisce ad abbassare i toni anche il nuovo stop agli osservatori Osce in Crimea, respinti da armati filo-russi a un posto di blocco sull'istmo orientale della penisola.
Per quanto riguarda i rapporti con gli Stati Uniti, in una telefonata con il segretario di Stato Usa Kerry, il ministro degli esteri russo Serghiei Lavrov ha messo in guardia Washington "da passi frettolosi e non ponderati capaci di danneggiare i rapporti russo-americani, soprattutto per quel riguarda le sanzioni, che inevitabilmente colpiranno come un boomerang gli stessi Usa”.
Intanto la tensione cresce in Crimea. Secondo la tv Atr di Sebastopoli, una base anti-aerea ucraina vicino a Sinferopoli sarebbe stata circondata da militari russi che hanno intimato ai soldati filo-Kiev di deporre le armi e arrendersi. Testimoni hanno dichiarato di aver visto uscire dalla base diversi camion qualche ora dopo l'ultimatum intimato dagli assedianti.
ATS/ANSA/M.A.
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