Le annunciate dimissioni dei cinque ministri del PdL si sono riflettute sulla Borsa di Milano che lunedì mattina si è aperta con una flessione del 1.55% (il Ftse Mib è arrivato fino a -2.5%), per chiudere in negativo di 1,2 punti percentuali. Il differenziale tra i titoli italiani sul debito pubblico BTP e tedeschi Bund (spread) è schizzato fino a 288 punti, per assestarsi a 271 a fine giornata.
A pagare l'incertezza sono stati soprattutto i bancari (gli istituti italiani hanno nei loro portafogli un'elevata percentuale di buoni del Tesoro). Le aziende di Silvio Berlusconi hanno sofferto: Mediaset e Mediolanum hanno registrato perdite oltre il 4%.
L'incognita istituzionale
Gli analisti ritengono che la situazione dei mercati rimarrà volatile fino a quando non si delineerà un futuro certo per il governo Letta.
L'attenzione è ora rivolta alla riunione dei parlamentari del PdL, partito in cui si stanno manifestando dissensi sull'accelerazione della crisi, in attesa del voto di fiducia di mercoledì.
RedMM/SPAL
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La corrispondenza da Roma di Claudio Bustaffa
RSI Info 30.09.2013, 13:55
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Le considerazioni di Marcello Veneziani, editorialista de "Il Giornale", al microfono di Luisa Orelli
RSI Info 30.09.2013, 13:37









