"Consideriamo conclusa l'esperienza del Governo Monti", ha affermato alla Camera dei deputati italiana il segretario del Popolo della libertà Angelino Alfano, dopo che ieri la sua formazione ha ritirato l'appoggio all'Esecutivo, non votando la fiducia sul decreto sviluppo e sui costi della politica regionale.
Alfano ha poi precisato che questo “non ha nulla a che fare con la persona di Monti, con il suo servire le Istituzioni e con la sua lealtà verso le forze politiche e con noi in particolare”, però il PdL ha notato come alcune cose “non siano andate bene”.
Il punto di non ritorno
La goccia che ha fatto traboccare il vaso e segnato l'epilogo del Governo “è stata la decisione sulla Palestina, che ha riorientato la politica estera su una strada che non ci piace”.
"Vogliamo concludere ordinatamente questa legislatura", ha detto l'esponente di centrodestra che poco prima era salito al Colle per parlare con il presidente della Repubblica.
Elezioni il 10 marzo?
Giorgio Napolitano ha incontrato anche i presidenti di Camera e Senato e i leader degli altri partiti. Secondo ambienti parlamentari della maggioranza di destra, si sarebbe fatta nuovamente l'ipotesi di elezioni politiche il 10 marzo con un percorso che porterebbe allo scioglimento delle camere dopo aver approvato alcune leggi fondamentali come quella di stabilità.
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