I dieci occupanti dell’imbarcazione proveniente dagli Stati Uniti, intercettata nelle acque territoriali cubane, avevano l’intenzione di compiere un’infiltrazione con fini terroristici. Dei 10 partecipanti all’operazione, tutti cubani residenti negli USA, quattro sono stati uccisi e sei arrestati. Lo ha reso noto il Ministero dell’Interno cubano in un comunicato.
Sull’imbarcazione, registrata in Florida, sono stati inoltre “sequestrati fucili d’assalto, armi da fuoco, ordigni esplosivi artigianali (cocktail Molotov), giubbotti antiproiettile, mirini telescopici e uniformi mimetiche”, aggiunge il comunicato.
Un cubano “inviato dagli Stati Uniti per accogliere il gruppo armato, è stato arrestato nel territorio nazionale” e “ha confessato il suo coinvolgimento”. Due feriti risultano, inoltre, “nella lista nazionale delle persone ed entità che sono state oggetto di indagini penali e sono ricercate dalle autorità cubane, a causa del loro coinvolgimento nella promozione, pianificazione, organizzazione, finanziamento, sostegno o commissione di azioni condotte nel territorio nazionale o in altri paesi, a fini di atti di terrorismo”.
Da quando Nicolas Maduro, presidente venezuelano catturato dalle forze americane all’inizio di gennaio, è stato arrestato, le tensioni tra Cuba e Stati Uniti sono aumentate, in particolar modo a causa dell’interruzione delle forniture di petrolio a Cuba da parte di Caracas su pressione di Washington.
Gli USA applicano una politica di pressione nei confronti di L’Avana e non nascondono il loro desiderio di vedere un cambio di regime sull’isola. Secondo Washington, il Paese, a soli 150 chilometri dalle coste della Florida e sotto embargo statunitense dal 1962, sarebbe una “minaccia eccezionale” per la sicurezza nazionale americana.






