Quattro persone sono morte al largo di Cayos Falcones a Cuba in uno scontro a fuoco con le guardie di confine dell’isola caraibica. Stando a quanto dichiarato dall’Avana erano entrate in acque cubane a bordo di un motoscafo registrato negli Stati Uniti. Sempre secondo il ministero dell’Interno cubano i passeggeri del motoscafo hanno aperto il fuoco contro una nave della guardia costiera che si era avvicinata. Altri sei passeggeri sono rimasti feriti nell’incidente.
L’imbarcazione è stata individuata mercoledì mattina. L’identità delle persone a bordo e il motivo della loro presenza nella zona non sono chiari; il governo cubano ha dichiarato che è stata avviata un’indagine. Nella sparatoria è rimasto ferito anche un comandante cubano. I feriti sono stati evacuati e hanno ricevuto assistenza medica.
L’incidente si è verificato in un momento di crescenti tensioni tra gli Stati Uniti e Cuba, che sta affrontando una crisi energetica sempre più grave e questo anche a causa del blocco statunitense delle spedizioni di petrolio dal Venezuela, alleato di lunga data.
La dichiarazione cubana ha alluso a queste tensioni, affermando che “di fronte alle attuali sfide, Cuba ribadisce la sua determinazione a proteggere le proprie acque territoriali” e a salvaguardare la propria sovranità.
Sul fronte americano, l’ex sindaco di Miami Carlos Gimenez ha chiesto un’indagine “urgente” su quello che ha definito un “massacro”, aggiungendo che le autorità statunitensi “devono determinare se alcune delle vittime fossero cittadini statunitensi o residenti legali”. La giustizia della Florida ha aperto un’inchiesta.
L’incidente ha luogo proprio mentre il Segretario di Stato americano Marco Rubio arriva a Saint Kitts e Nevis per incontrare i leader caraibici, nel contesto della spinta dell’amministrazione Trump ad aumentare la pressione sul governo cubano.

Crisi umanitaria a Cuba, l'ONU lancia l'allarme
Telegiornale 20.02.2026, 20:00






