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Dazi europei sull’acciaio, Parmelin in sintonia con Merz

Il cancelliere tedesco auspica un compromesso favorevole alla Svizzera - E sull’iniziativa demografica UDC, il presidente della Confederazione rassicura: “Ci sarebbero spazi di manovra”

  • Ieri, 13:28
  • Ieri, 20:37
La vista a Berlino del presidente della Confederazione
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RG delle 12.30 del 19.05.26, il servizio di Walter Rauhe

RSI Info 19.05.2026, 13:05

  • Keystone
Di: Radiogiornale-Walter Rauhe/ATS/Spi 

I dossier bilaterali tra i due Paesi sono stati discussi martedì a Berlino in un incontro tra cancelliere tedesco Friedrich Merz e il presidente della Confederazione Guy Parmelin. Molti i temi affrontati, tra cui quelli non privi di attrito come l’iniziativa popolare per un tetto da 10 milioni alla popolazione residente o le spese militari elvetiche, ritenute spesso dai tedeschi insufficienti.

Senza dimenticare l’aumento delle cooperazioni nel campo della ricerca scientifica e dell’innovazione, la salvaguardia della concorrenzialità economica e gli scambi commerciali aumentati lo scorso anno di ben l’8,6%. “La Germania e la Svizzera sono vicine linguisticamente e geograficamente per decine di migliaia di pendolari. Le economie di entrambi i Paesi ne traggono vantaggio”, ha detto Friedrich Merz in conferenza stampa.

“La Germania - ha aggiunto Merz - è il più grande partner commerciale della Svizzera, vogliamo approfondire ulteriormente queste relazioni investendo nelle infrastrutture”.

Un tema spinoso è stato quello del possibile incremento dei dazi sulle importazioni dell’Unione europea di acciaio svizzero dall’attuale 25 al 50%. A tal proposito il cancelliere ha messo in chiaro che i dazi rappresentano comunque un veleno per la crescita economica e il libero scambio, auspicando un compromesso più favorevole per la Confederazione. Sul tema invece dell’iniziativa “No a una Svizzera da 10 milioni!”, su cui si voterà il 14 giugno, Parmelin non ha voluto esprimersi prima dell’esito del voto, assicurando però al cancelliere tedesco che anche nel caso di un’approvazione della proposta ci sarebbero spazi di manovra. La Germania, con i suoi 340’000 cittadini residenti nella Confederazione e quasi 70’000 frontalieri, seguirà l’esito del referendum con particolare attenzione, ha dichiarato Friedrich Merz.

Hormuz: “Battuta d’arresto per entrambi”

Durante l’incontro si è parlato anche dell’impatto della guerra in Medio Oriente. Germania e Svizzera sono fortemente dipendenti dalle esportazioni e prosperano grazie a rotte commerciali aperte. “Pertanto, il blocco iraniano dello Stretto di Hormuz rappresenta una battuta d’arresto per entrambi” gli Stati, ha sottolineato.

“Stiamo quindi lavorando con i nostri partner - ha proseguito Merz - per ripristinare la libertà delle rotte marittime il prima possibile. Se si verificheranno le condizioni necessarie, la Germania sarà pronta a contribuire con le proprie capacità militari. Tuttavia, affinché ciò accada, l’Iran deve sedersi al tavolo dei negoziati, smettere di temporeggiare, di tenere in ostaggio la regione e il mondo intero e soprattutto porre fine al suo programma nucleare militare”.

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Parmelin incontra Merz a Berlino

Telegiornale 19.05.2026, 20:00

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