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Cutro un anno dopo attende giustizia

Ricorre il primo anniversario della tragedia della migrazione costata 94 morti - La testimonianza di un pescatore che trovò i corpi e di un giornalista che sta seguendo il caso

  • 26 febbraio, 12:27
  • 26 febbraio, 12:28

RG 07.00 del 26.02.2024 L’intervista di Anna Valenti a Vincenzo Luciano

RSI Mondo 26.02.2024, 12:18

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Di: RG/pon

“Non vado più a pescare, è la cosa più bella che facevo. Mi piaceva da morire, ma adesso non ci riesco più. Ho provato, ma ho paura, mi vengono brutti ricordi”: dal 26 febbraio 2023 Vincenzo Luciano è un ex pescatore. Alle 6 del mattino di quel giorno arrivò sulla spiaggia di Steccato di Cutro e fu uno dei primi a constatare quello che era accaduto. “Ho trovato dieci corpi uno sopra l’altro, come in una scena di guerra. Mi sono buttato in mare per prendere dei bambini che sembravano vivi (...) ma ho preso solo cadaveri. Non sono riuscito a trovarne nessuno vivo. Mi chiamano eroe ma non mi sento per niente un eroe”, racconta oggi, a un anno di distanza dalla tragedia della migrazione che si consumò quella notte, quando una barca partita dalla Turchia con circa 180 persone a bordo finì in balia delle onde, venne spinta su una secca a pochi metri dalla spiaggia della Calabria e si frantumò. Morirono 94 persone, fra cui una trentina di bambini.

RG 12.30 del 26.02.2024 L’intervista di Anna Valenti a Vincenzo Montalcini

RSI Mondo 26.02.2024, 12:20

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Per la comunità steccatese è un anniversario amaro e la rabbia nei confronti delle istituzioni è ancora forte. “La rabbia, il sentimento che ci ha assaliti sin dal primo minuto, non si è attenuata. Anzi”, afferma Vincenzo Montalcini, direttore di Crotonews che fu pure fra i primi ad arrivare su quella spiaggia. “Non chiamatela tragedia, chiamatela strage”, aveva detto sin dal primo minuto. Ricorda ora che ci sono due filoni di indagine, “sui presunti scafisti, che ha portato già a una condanna a 20 anni per uno di loro che ha scelto il rito abbreviato”. Per il secondo bisognerà aspettare ancora un paio di settimane, prima di capire se oltre ai sei indagati - “tre persone note e altre tre coperte da omissis” - ce ne saranno altre. Ancora oggi Montalcini si chiede “perché su quella spiaggia non c’era nessuno”, nessuno intervenne a soccorrere i naufraghi.

E proprio nel giorno dell’anniversario è stato reso noto che le famiglie di vittime di quel naufragio e alcuni superstiti faranno causa civile nei confronti del governo di Roma. Chiederanno un risarcimento per omissione di soccorso e per i danni subiti in conseguenza della tragedia. Lo ha annunciato uno dei familiari nel corso di una conferenza stampa a Crotone.

Il ricorso, ha spiegato l’avvocato Stefano Bertone, sarà presentato una volta conclusa l’inchiesta penale coordinata dalla procura di Crotone e riguarderà la presidenza del Consiglio ed i Ministeri degli interni e dell’economia.

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