Circa 48,7 milioni di francesi votano oggi per il primo turno delle comunali, che coinvolgono 35’000 Comuni. I seggi in Francia saranno aperti fino alle 20, mentre gli eventuali ballottaggi si terranno il 22 marzo. In molti centri il sindaco sarà eletto già oggi, ma nelle grandi città la partita è apertissima.
La partecipazione resta un’incognita: dovrebbe essere più alta rispetto al 2020, quando la pandemia di Covid-19 aveva massicciamente dissuaso gli elettori, in particolare gli anziani. Ma la lunga erosione dell’affluenza e una campagna elettorale oscurata dalla guerra in Medio Oriente potrebbero frenare la partecipazione. Nel 68% dei comuni è presente una sola lista, elemento che potrebbe limitare ulteriormente il coinvolgimento.
All’opposto, proprio l’incertezza nelle grandi città potrebbe spingere più cittadini alle urne. A un anno dalle presidenziali, il voto è visto anche come un banco di prova per le coalizioni, in un quadro nazionale segnato dalla crescita dell’estrema destra e dalle divisioni della sinistra.
A Parigi si profila lo scontro più politico e simbolico: la sinistra erede di Anne Hidalgo e la destra dei Républicains, guidata da Rachida Dati, si contendono la capitale in un duello all’ultima scheda. Le possibilità di vittoria dipenderanno anche dal risultato degli altri candidati vicini alla soglia del 10%, decisiva per restare in corsa o formare alleanze in vista del secondo turno.

Notiziario
Notiziario 15.03.2026, 09:00
Contenuto audio





