Una questione cominciata nel dicembre del 2025, quando nel latte artificiale per neonati di Danone e Nestlé è stata rilevato la presenza di cereulide, una tossina potenzialmente pericolosa. Un’inchiesta della cellula di fact-checking dei media francofoni pubblici, a cui partecipa anche la RTS, svela come le due imprese hanno ritirato i prodotti dagli scaffali di diversi paesi europei, in accordo con Germania e Austria, senza informare i consumatori né autorità.
L’origine della contaminazione
La tossina era stata rilevata in un olio prodotto dall’azienda cinese Cabio e utilizzato da diverse aziende. Le autorità tedesche dell’Assia confermano di aver effettuato i cosiddetti ritiri silenziosi.
I ritiri silenziosi
“Il richiamo pubblico dei prodotti della società Nestlé è avvenuto il 5 gennaio 2026. In precedenza, già a partire dal 24 dicembre 2025, alcuni prodotti erano stati ritirati dalla vendita nell’ambito di un ritiro discreto”, comunicano le autorità dell’Assia. “Il richiamo pubblico dei prodotti della società Danone è avvenuto il 30 gennaio 2026. Alcuni prodotti erano già stati ritirati dalla vendita a partire dal 24 gennaio 2026 nell’ambito di un ritiro discreto”.
Le giustificazioni delle aziende
Contattati, i due produttori hanno rifiutato di rispondere alle domande poste da RTS, ma Nestlé sostiene che “la priorità assoluta è proteggere i consumatori; ciò impone di avviare un richiamo solo una volta che i fatti siano stati accertati con certezza e tutti i prodotti interessati siano stati identificati con precisione. Agire senza disporre di elementi consolidati avrebbe portato a un richiamo incompleto o errato”.
L’azienda sostiene inoltre che le concentrazioni di cereulide sarebbero state troppo basse per giustificare un richiamo pubblico. Il rilevamento della tossina è stato quindi pubblicato solo sul sito web dell’Agenzia austriaca per la salute e la sicurezza alimentare.
La posizione delle autorità austriache
“I campioni”, spiega il ministero della Salute austriaco “sono stati giudicati ‘non idonei al consumo umano’ e quindi classificati come ‘non sicuri’. Un richiamo pubblico è obbligatorio quando un prodotto è considerato ‘nocivo per la salute’”.
Settimane di esposizione
Per diverse settimane, ai neonati in Germania e in Austria sono quindi stati somministrati questi prodotti senza che si sapesse che fossero potenzialmente contaminati da cereulide. In altri Paesi, inoltre, i prodotti sono rimasti in vendita fino al richiamo pubblico.
Per quanto riguarda il latte Aptamil, il lotto in questione è stato ritirato in Albania il 29 gennaio 2026, il 31 in Lussemburgo e il 6 febbraio nel Regno Unito, ovvero 13 giorni dopo il ritiro silenzioso effettuato da Germania e Austria.









