La Commissione europea ha presentato martedì un piano di azione sui fertilizzanti per calmierare il rincaro di questi prodotti, dovuti al conflitto in Iran, ed evitare nuove tensioni con il mondo agricolo, già mobilitato contro la prospettata riforma del budget della politica agricola.
L’impatto della crisi geopolitica
La chiusura dello Stretto di Hormuz ha un impatto forte sulla disponibilità e sui prezzi dei fertilizzanti. In condizioni normali, circa un terzo del commercio mondiale di questi prodotti transita da quella via di acqua. Come per il petrolio, dunque, anche i concimi subiscono aumenti: oggi costano il 70% in più rispetto alla media del 2024. Il loro prezzo si ripercuote sui costi della produzione agricola e sui prezzi degli alimentari.
Le misure proposte
La proposta della Commissione europea prevede di mettere a disposizione più fondi della politica agricola comune, attingendo alle riserve della politica comune per le crisi, ammontano a 450 milioni di euro all’anno, o riorientando fondi già destinati ad altri scopi.
L’Unione europea vuole inoltre incentivare la produzione di fertilizzanti biologici, più sicuri in termini di approvvigionamento e più economici rispetto a quelli chimici in tempo di crisi. Il piano prevede anche la creazione di maggiori riserve strategiche.
Nuove deroghe
Sarà permesso l’utilizzo del digestato, un fertilizzante organico il cui uso è normalmente limitato a causa dell’alto contenuto di azoto. La proposta della Commissione non prevede invece allentamenti sulle norme climatiche.
Obiettivo politico
La proposta ha anche una valenza politica. Il settore agricolo è già in fermento: negli ultimi anni sono state molte le proteste dei contadini francesi, belgi e tedeschi contro la prospettata riforma del budget pluriennale dell’UE che riguarda la politica agricola, una delle più cospicue in termini economici.
Con questa mossa, l’Unione europea spera di dare un segnale di attenzione al mondo agricolo ed evitare nuove mobilitazioni.










