La polizia statunitense ha utilizzato indicazioni di geolocalizzazione e altre informazioni legate agli utenti di Twitter, Facebook e Instagram per individuare diversi manifestanti che hanno partecipato alle proteste di Ferguson e Baltimora. Questi sono stati forniti dalla piattaforma specializzata Geofeedia.
La rivelazione giunge da un rapporto pubblicato martedì dall’Unione americana per le libertà civiche (ACLU). I tre social sono immediatamente intervenuti e hanno vietato all’azienda in questione l’accesso ai propri dati.
Lo studio di ACLU illustra un contesto di crescente preoccupazione sulla maniera nella quale le informazioni lasciate online sono utilizzate da terzi e sulla cooperazione tra giganti della tecnologia e Governo in materia di sorveglianza.
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