Almeno due cittadini cinesi hanno perso la vita ed un centinaio sono rimasti feriti durante i disordini che da qualche giorno agitano 22 delle 63 province del Vietnam e che prendono di mira uffici e fabbriche appartenenti al grande vicino. Le violenze sono esplose martedì nel sud del paese quando Pechino ha deciso di insediare una piattaforma per la ricerca petrolifera in una zona contesa nel Mar della Cina Meridionale.
Sono rimaste solo lamiere piegate dal calore
Secondo l’agenzia ufficiale Nuova Cina, almeno una decina di impiegati risultavano dispersi giovedì dopo l’assalto dei manifestanti contro quattro aziende nella provincia centrale di Ha Tinh, a 500 km dalla capitale.
Durante una conferenza stampa, la portavoce del ministero degli Esteri Hua Chunying ha precisato che alcuni funzionari si stanno recando sul posto per raccogliere informazioni più precise.
Hanoi, ha proseguito, deve “assumersi le proprie responsabilità” sia per agire contro chi provoca i tafferugli sia per proteggere le vittime della loro rabbia.
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