L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha lanciato oggi, domenica, un’allerta sanitaria di portata internazionale a causa di un raro ceppo di Ebola che ha ucciso decine di persone nella Repubblica Democratica del Congo. L’epidemia al momento non viene categorizzata come pandemia perché, spiega l’agenzia specializzata delle Nazioni Unite, non corrisponde ai relativi criteri.
L’OMS ha comunque avvertito che potrebbe trattarsi di un’epidemia potenzialmente “molto più estesa” rispetto a quanto attualmente rilevato e segnalato, con un rischio significativo di propagazione a livello locale e regionale. L’attuale ceppo di Ebola è causato dal virus Bundibugyo, per il quale non esistono farmaci o vaccini approvati. I sintomi iniziali comprendono febbre, dolori muscolari, affaticamento, mal di testa e mal di gola, seguiti da vomito, diarrea, eruzioni cutanee e sanguinamenti.
RG 12.30 del 17.05.2026 - Il servizio da Nairobi di Freddie del Curatolo
RSI Info 17.05.2026, 12:46
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Attualmente ci sono 8 casi di virus confermati in laboratorio, con altri casi sospetti e decessi in 3 zone sanitarie, tra cui Bunia, capoluogo della provincia di Ituri, e le città minerarie di Mongwalu e Rwampara. Un caso è stato confermato nella capitale Kinshasa, presumibilmente in un paziente di ritorno da Ituri.
L’OMS ha affermato che il virus si è diffuso oltre la Repubblica Democratica del Congo, con 2 casi confermati segnalati nel vicino Uganda. Le autorità di questo Paese hanno dichiarato che un 59enne, deceduto giovedì, era risultato positivo al test.




