Russia e Ucraina hanno sferrato nuovi attacchi con missili e droni nella notte fra domenica e lunedì, che hanno causato la morte di 11 persone (e il ferimento di 53) in località ucraine e di tre persone (più altrettante ferite) nella città russa di Tula sull’altro. La contraerea russa ha abbattuto 123 droni, mentre secondo le autorità ucraine, Mosca ha lanciato 70 missili e 611 droni. Il Ministero della difesa russo afferma di aver preso di mira soprattutto siti logistici e legati all’industria militare.
Nella capitale ucraina è stato colpito però anche il monastero delle grotte di Pechersk, iscritto nel patrimonio mondiale dell’UNESCO. Un incendio è scoppiato sul tetto della cattedrale della Dormizione, con le sue caratteristiche cupole dorate. Il complesso, già danneggiato in gennaio, era finito al centro delle tensioni politiche e religiose sin dall’inizio del conflitto, con l’espulsione dei monaci, accusati di legami con la Russia. La Chiesa ortodossa ucraina si è ufficialmente separata dal patriarcato di Mosca nel 2022. Nell’agosto 2024 il Governo e il Parlamento ucraino hanno vietato nel Paese la branca della Chiesa ortodossa legata a Mosca.
Le autorità ucraine e il patriarcato ortodosso di Kiev parlano ora di un attacco senza precedenti contro la Cristianità. Per il Ministero della difesa russo, a causare il rogo sarebbe stato un missile Patriot statunitense, lanciato dalla contraerea ucraina. Il presidente ucraino Zelensky si è trattato invece di un attacco deliberato. L’UNESCO teme gravi danni dentro e fuori la cattedrale e anche ad altri elementi del complesso.

Il museo colpito a Sebastopoli nei giorni scorsi
Il monastero è un luogo simbolo e questo episodio segna in ogni caso una nuova recrudescenza anche perché fa il paio con l’attacco di droni ucraini che il 10 giugno ha colpito invece a Sebastopoli, in Crimea, il museo della difesa del 1854-1855. Si tratta dell’edificio che accoglie il ciclorama di Sebastopoli, imponente dipinto circolare di Franz Roubaud realizzato fra il 1902 e il 1904, che raffigura l’assedio della città durante la guerra di Crimea. L’opera, già frutto di un restauro concluso nel 1954 dopo i gravi danni subiti nel corso della Seconda guerra mondiale, “è stata praticamente distrutta” secondo il sindaco Mikhail Razvozhaev.

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Notiziario 15.06.2026, 06:00
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