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Trump ferma l’attacco all’Iran: decisivo il pressing dei Paesi del Golfo

L’analisi di Francesca Caferri, esperta di Medio Oriente, al Radiogiornale: Qatar, Arabia Saudita ed Emirati Arabi Uniti hanno spinto per una pausa nell’operazione, cercando di contenere la minaccia iraniana

  • Ieri, 15:33
  • Ieri, 20:39
Un caccia F-35 degli Stati Uniti in volo
02:25

RG 12.30 del 19.05.2026 Il servizio di Giuseppe Buccci

RSI Info 19.05.2026, 15:19

  • EPA/GEORGI LICOVSKI
Di: Radiogiornale-Giuseppe Bucci/joe.p. 

Il presidente USA Donald Trump che ha sospeso ieri all’ultimo momento un nuovo attacco contro l’Iran dopo le forti pressioni diplomatiche esercitate da Arabia Saudita, Qatar ed Emirati Arabi Uniti. Trump dice di aver “messo in pausa” l’operazione pur mantenendo le forze armate in stato di allerta. Il Radiogiornale ha chiesto alla collaboratrice della RSI e giornalista di Repubblica, Francesca Caferri, esperta di Paesi del Golfo, quale è stato il ruolo di questi Paesi.

Donald Trump si diceva pronto ad attaccare di nuovo l'Iran

Donald Trump si diceva pronto ad attaccare di nuovo l'Iran

  • EPA/Eric Lee / POOL

Davvero la pressione di Arabia Saudita, Qatar ed Emirati Arabi Uniti è stata decisiva in questa fase per fermare Trump?

“Assolutamente sì. Parliamo dei tre principali alleati degli Stati Uniti nell’area - afferma Francesca Caferri - e parliamo in particolare di un Paese, il Qatar, che nelle ultime settimane è tornato attivamente sulla scena del negoziato, per quanto dietro le quinte. Ecco, dobbiamo ricordare che il Qatar ha già aiutato gli Stati Uniti in situazioni veramente difficili come quella di Gaza e prima ancora quella dell’Afghanistan. Con il ruolo dietro quinte del Qatar, appoggiato dagli Emirati e dall’Arabia Saudita, si potrà forse arrivare a qualche risultato. Trump ha dunque dato al Qatar e ai suoi alleati il tempo di agire”.

Dall’inizio della guerra di Stati Uniti e Israele contro l’Iran, la sicurezza dei Paesi del Golfo è stata messa a dura prova. Dunque, cosa vogliono ottenere questi ultimi dal presidente americano?

“Essenzialmente la sicurezza. L’essenziale in questo momento - conclude Francesca Caferri - è far sì che gli Stati Uniti non si sfilino da questa crisi, lasciando un Iran che per il fatto stesso di aver resistito a questa offensiva è di fatto più forte. La minaccia iraniana è stata durissima. Gli attacchi che hanno subito questi Paesi sono stati durissimi. E oggi sul tavolo questi Paesi chiedono che l’Iran tolga i suoi droni e tolga i suoi missili a lungo raggio. Chiedono che queste armi non rappresentino più una minaccia per loro. Ed in generale chiedono che l’Iran non possa controllare lo stretto di Hormuz. Quindi vogliono ottenere un Iran meno forte e più controllato”.

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