Urla, risse, senatori in piedi sui banchi, lancio di libri contro lo scranno del presidente Pietro Grasso. L'opposizione ha trasformato il Senato italiano in un campo di battaglia, per provare a bloccare il cammino del Jobs Act, che nella notte tra mercoledì e giovedì ha superato il voto di fiducia con 165 voti favorevoli, 11 contrari e due astenuti.
La giornata al Senato era cominciata nel nervosismo generale, poi degenerato verso mezzogiorno quando ha preso la parola il ministro Giuliano Poletti per illustrare il maxiemendamento governativo che modifica e sostituisce il testo della delega sul Lavoro.
Il maxiemendamento era giunto in serata a Palazzo Madama ma in Aula i partiti di opposizione, dal M5S, alla Lega, al Sel, a una battagliera FI, hanno fatto ostruzionismo sul calendario dei lavori per provare a impedire il voto di fiducia, giunto dopo la mezzanotte.
Red.MM/ATS/Swing
RG 08.00 del 09.10.2014 La corrispondenza di Claudio Bustaffa





