L'aula del Senato italiano ha approvato il disegno di legge di riforma della Costituzione con 183 voti a favore, nessun contrario e quattro astenuti. Ora serviranno altri tre passaggi tra Camera e Senato. Non hanno partecipato al voto M5S, Lega, SEL e dissidenti di PD e PdL.
Il ddl, tra l'altro, prevede meno senatori (95 invece di 315, che resteranno in carica 7 anni), non più eletti dai cittadini ma scelti dai consigli regionali, fra consiglieri e sindaci, con meno poteri nell'esame delle leggi. I nuovi senatori godranno delle stesse tutele dei deputati. Non potranno essere arrestati o sottoposti a intercettazione senza l'autorizzazione dello stesso Senato.
La Camera, dove i deputati rimangono 630, sarà l'unica Assemblea legislativa e anche l'unica a votare la fiducia al governo.
Le riforme hanno scatenato forti polemiche. L'opposizione e quotidiani come il Fatto quotidiano, promotore di una petizione, accusano il premier Renzi di volere un Parlamento senza "controlli né contrappesi, con una maggioranza spropositata".
M.Ang./ANSA
RG 12.30 dell'08.08.2014 La corrispondenza di Alessandro Braga
RG delle 18.30 del 08/08/2014; il servizio di Alessandro Braga






