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Francesco vola in Mongolia guardando alla Cina

Ancora una volta la scelta del Papa è caduta su un Paese ai margini della cristianità e delle agende delle grandi potenze

  • 1 September 2023, 05:04
  • 4 September 2023, 20:41
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RG 07.00 del 01.09.2023 La corrispondenza di Paolo Rodari

Di: Paolo Rodari

È iniziato giovedì 31 agosto il 43esimo viaggio apostolico di Francesco. Il Papa ancora una volta sceglie un Paese ai margini del dibattito internazionale e delle agende politiche delle grandi potenze, la Mongolia, con la sua Chiesa nel mezzo della vastità dell’Asia orientale tra la Russia e la Cina, un Paese dove la religione principale è il buddismo tibetano e dove è ancora forte il mito del conquistatore Gengis Khan.

Francesco è atterrato ad Ulan Bator per trascorrere tre giorni con una comunità di un migliaio di cattolici guidata dal giovane cardinale missionario Giorgio Marengo, classe 1974. La comunità è rifiorita negli anni Novanta e dopo una crisi acuitasi nei decenni del comunismo.

Il volo del Papa ha sorvolato la Cina, ma non la Russia. A Xi Jinping Francesco ha inviato un telegramma proprio al momento del sorvolo. La Cina resta il Paese che Bergoglio sogna di visitare e l’arrivo in Mongolia è in questo senso una tappa di avvicinamento verso un viaggio sempre più probabile. In Cina, del resto, andrà presto un suo emissario, il cardinale Matteo Zuppi, incaricato di lavorare per la pace in Ucraina.

Bergoglio è il primo Papa a raggiungere la Mongolia. Vi rimane fino al 4 settembre. Fra i temi che affronterà anche i cambiamenti climatici molto sentiti nel Paese asiatico a causa di inondazioni devastanti, inverni particolarmente nevosi che provocano danni ai raccolti e al bestiame, e un aumento dell'inquinamento atmosferico che causa gravi problemi di salute agli abitanti.

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