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Francia, ex insegnante incriminato per 89 stupri di minori

Reati in 10 Paesi, anche in Svizzera - Ha colpito tra il 1967 al 2022 e avrebbe ucciso anche la madre e la zia - Era stato posto in custodia nel 2024, ora si cercano testimoni

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Ci sono vittime anche in Svizzera

Ci sono vittime anche in Svizzera

  • Ti-Press (foto d'archivio)
Di: AT/AFP/DC 

Martedì la Procura di Grenoble ha lanciato un ampio appello per la ricerca di testimoni in seguito all’incriminazione di un uomo di 79 anni, sospettato di stupri aggravati e violenze sessuali commesse su 89 minori maschi in diversi Paesi nell’arco di 55 anni, nonché dell’omicidio della madre e della zia.

Vittime in 10 Paesi

L’uomo, nato ad Annecy nel 1946, è un ex educatore. Gli atti sarebbero stati commessi tra il 1967 e il 2022 in Germania, Svizzera, Marocco, Niger, Algeria, Filippine, India, Colombia e Francia, oltre che in Nuova Caledonia, ha precisato il procuratore. “Ha viaggiato in questi diversi Paesi, dove si sarebbe insediato come tutor o insegnante, ha incontrato giovani e ha avuto rapporti sessuali con loro”, ha affermato il procuratore di Grenoble, Etienne Manteaux. L’uomo era stato accusato e posto in custodia cautelare per stupro aggravato e violenza sessuale nel febbraio 2024, ma non ha rispettato la severa sorveglianza giudiziaria. Dall’aprile dell’anno scorso il 79enne è stato nuovamente sottoposto a custodia cautelare.

Per la Procura si trattava di un “caso singolare”

Il numero delle vittime è stato stabilito sulla base di scritti conservati dall’uomo in una chiavetta USB, annotazioni in cui ha fatto riferimento a “relazioni sessuali” con ragazzi di età compresa tra 13 e 17 anni. Un dispositivo scoperto dal nipote, che - come spiegato dal procuratore - “si interrogava sulla vita emotiva e sessuale” dello zio. Nel 2022 la chiavetta USB fu consegnata agli inquirenti di Vizille (Isère). Il 79enne è stato incriminato e posto in custodia cautelare nel 2024, ma allora non fu rivelato nulla del caso. Come mai? Il procuratore Manteaux ha risposto che si trattava di “un caso piuttosto singolare”. “Volevamo prima assicurarci che i fatti fossero veri. Pensavamo che saremmo stati in grado di identificare tutte le vittime”, ma “ci siamo resi conto di trovarci di fronte a un muro (...) con alcuni nomi, solo nomi di battesimo, che comparivano 40 anni fa”. “Non potevamo continuare a cercare all’infinito”, ha spiegato. Finora sono state ascoltate circa 150 persone.

Si cercano testimoni

Da qui, la decisione annunciata martedì nel corso di una conferenza stampa di rendere pubblico il nome del sospettato. L’obiettivo, ha spiegato il procuratore di Grenoble, “è quello di permettere alle vittime di farsi avanti”. Il procuratore ha sottolineato che “il tempo è essenziale”, citando l’età dell’imputato e anche la prescrizione dei reati sessuali di cui è sospettato, che escluderebbe “a priori” gli atti commessi prima del 1993. “Se qualche vittima vuole farsi avanti, dovrebbe farlo ora, perché questa indagine giudiziaria dovrà essere chiusa nel 2026 se vogliamo essere in grado di giudicare in tempi ragionevoli”, ha concluso Etienne Manteaux.

I casi svizzeri

Nelle sue memorie, come riporta AFP, l’uomo ha ammesso anche di aver deliberatamente messo a morte due persone: nel 1974, a Maisons-Laffitte (Yvelines), sua madre malata terminale di cancro. L’uomo ha scritto di averla “soffocata con un cuscino” per “porre fine alle sue sofferenze”. Poi, nel 1992, fu la volta della zia 92enne, a cui era “molto legato”. Viveva in Svizzera e fu uccisa con lo stesso metodo.

Per questo caso e per quelli ancora non precisati di vittime minorenni svizzere, l’Ufficio federale di giustizia, interpellato da Keystone-ATS, ha tuttavia dichiarato di non aver ricevuto alcuna richiesta di assistenza giudiziaria dalle autorità francesi.

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Notiziario

Notiziario 10.02.2026, 15:00

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