Il Parlamento europeo ha adottato definitivamente martedì due testi volti a irrigidire la politica migratoria del continente, grazie a un’alleanza tra la destra e l’estrema destra. Permetteranno in particolare agli Stati membri dell’UE di rimandare richiedenti asilo verso Paesi di cui non sono originari, ma che l’Europa considera “sicuri”.
Questa idea è già sperimentata dalla presidente del Consiglio italiana Giorgia Meloni con centri in Albania, ma finora si è scontrata con ostacoli giuridici. Il testo adottato martedì potrebbe facilitare l’applicazione di questo concetto, con grande disappunto delle ONG e della sinistra, che temono per il trattamento dei richiedenti asilo in questi Paesi. È “un ulteriore passo nella disumanizzazione della politica migratoria dell’Unione europea”, ha deplorato l’eurodeputata ecologista Mélissa Camara, lamentando che la dignità dei richiedenti asilo venga “calpestata”.
La Commissione europea respinge queste critiche, assicurando che i Paesi verso cui questi migranti saranno inviati dovranno prima di tutto rispettare i diritti fondamentali. Un’altra misura chiave contenuta nei testi approvati dal Parlamento è la creazione di un elenco di Paesi che l’UE considera “sicuri”, limitando di fatto le possibilità di asilo per i loro cittadini. L’idea di questa lista, che comprende Kosovo, Bangladesh, Colombia, Egitto, India, Marocco e Tunisia, è di accelerare l’esame delle loro richieste d’asilo e di facilitare eventuali rimpatri.
Gli arrivi di migranti “irregolari” sono intanto in calo, -25% rispetto allo scorso anno.
Notiziario 16.00 del 10.02.2026







