I seggi sono aperti e lo resteranno fino alle 18.00 locali in Iraq per le quarte elezioni legislative dalla caduta di Saddam Hussein 15 anni fa, le prime dopo la sconfitta dell'autoproclamato Stato islamico in dicembre. Il voto si tiene fra eccezionali misure di sicurezza, tanto che la circolazione è vietata e sono stati schierati 900'000 poliziotti e militari, per scongiurare oltre che le violenze settarie anche possibili attentati da parte delle cellule rimaste dell'IS. Tre candidati sono stati uccisi nelle ultime settimane.
Una donna al seggio
Sono chiamati alle urne 24,5 milioni di elettori, che devono scegliere fra 87 liste in 18 governatorati. I 329 seggi sono sono attribuiti secondo il sistema proporzionale. Spicca -ed è una prima- la divisione degli sciiti in cinque campi in competizione fra loro, due dei quali guidati dall'attuale premier Haider al Abadi e dal suo predecessore Nuri al Maliki. Minoritari i sunniti, mentre i curdi potrebbero perdere una decina delle loro 62 poltrone, dopo essere stati privati della provincia di Kirkuk quale ritorsione al referendum sull'indipendenza di settembre. I risultati non sono attesi prima di martedì.
pon/AFP





