Nuda, con il cranio rasato, ridotta pelle e ossa, con fratture alle gambe e alle dita. Una scena che sembra uscita dalla mente di Stephen King, non dalla cronaca francese di questo inizio settimana. Una donna di 53 anni, che sostiene di essere stata tenuta sotto chiave dal 2011, è stata rinvenuta in condizioni pietose dalla polizia questo lunedì, poco prima dell’alba, in un appartamento di Forbach, nel dipartimento francese della Mosella (sul confine con la Germania). Il marito, un 55enne di nazionalità tedesca, è stato arrestato. Anche la consorte prigioniera, secondo una fonte d’inchiesta, sarebbe di origine germanica.
La liberazione è avvenuta alle 4.00 del mattino, dopo che la poveretta nella serata di domenica è riuscita a contattare, dopo essersi impossessata di un cellulare, la polizia tedesca, che ha a sua volta allertato i colleghi transalpini.
La moglie era tenuta segregata in un locale chiuso da una grata di ferro. Nell’appartamento è stato trovato anche un “banco di tortura”. E i primi accertamenti suggeriscono che sia stato usato.
Il marito è stato preso in custodia dalla brigata criminale della polizia giudiziaria di Metz, secondo il quotidiano locale Le Répubblicain Lorrain. Un’inchiesta “è stata aperta in flagranza di reato per sequestro di persona, stupro aggravato, atti di tortura e barbarie”, secondo il canale di news BFMTV.
Dalla perquisizione è spuntato anche un quaderno dove il sadico consorte annotava le sue pratiche e i momenti in cui nutriva la vittima, è il dettaglio aggiunto dalla radio RMC.






