Almeno 25 persone sono rimaste uccise e oltre 50 risultano ferite dopo che una potente esplosione, ieri, venerdì, causata da una fuga di gas, ha distrutto gran parte dell'hotel Saratoga nel centro dell'Avana, la capitale cubana. "Finora abbiamo individuato 74 feriti, purtroppo 18 di loro sono morti, tra cui un bambino", ha detto il responsabile dei servizi ospedalieri del Ministero della salute. La presidenza cubana ha fornito una cifra di 64 feriti e 18 morti dopo l'esplosione.
In precedenza, il direttore dell'ospedale Calixto Garcia, dove alcuni dei feriti sono stati curati, ha detto che oltre una decina di loro erano "in condizioni estremamente gravi".
L'hotel è ospitato da uno stabile emblematico dell'Avana vecchia con la sua facciata verde, era stato chiuso ai turisti per due anni e stava subendo dei lavori. Le uniche persone all'interno erano i dipendenti che si preparavano per la sua riapertura, prevista per il 10 maggio. I primi quattro piani dell'hotel a cinque stelle Saratoga, che ha 96 camere, due ristoranti e una piscina sul tetto sono praticamente distrutti.
I resti del celebre hotel Saratoga all'Avana
Secondo il capo del quartiere storico della capitale cubana, citato dai media statali, una bombola di gas liquido sarebbe all'origine della deflagrazione poco dopo che un cuoco ha sentito odore di gas e scoperto una crepa nel tubo della bombola. "Non era una bomba o un attacco. È stato uno sfortunato incidente", ha detto il presidente Miguel Diaz-Canel, che è arrivato sulla scena poco dopo l'esplosione e ha cercato di mettere a tacere le voci che circolavano sui social network secondo le quali già dagli anni Novanta si erano verificati attentati in diversi hotel, sponsorizzati da esuli cubani.



