Il partito laburista britannico è riunito da oggi, domenica, a Liverpool in occasione del suo congresso annuale. Un appuntamento molto importante per il partito che, forte della recente vittoria alle suppletive in Scozia, spera di piazzare nell’appartamento di Downing Street il suo candidato di punta, Keir Starmer.
Una speranza concreta quella che pervade i socialdemocratici, corroborata soprattutto da un vantaggio che viaggia tra i 15 e i 20 punti sui conservatori nelle intenzioni di voto per le elezioni legislative previste da qui fino al gennaio 2025. E allora l’obiettivo del raduno – che manterrà i laburisti nella città operaria fino a mercoledì – è quello di preparare una strategia per rinsaldare l’elettorato e offrigli una ricetta ai seri problemi che gravano sulla nazione.
Primo fra tutti, lo stato in cui versa il Servizio nazionale della sanità (NHS). Il personale medico britannico denuncia le inefficienze del sistema dal dicembre scorso, protestando per chiedere un aumento dei salari e del personale, il cui effettivo non può affrontare la crescente domanda di prestazioni sanitarie. Si tratta di una crisi senza precedenti innescata prevalentemente dalle misure di austerità prese nel corso degli anni.
Sulla questione Starmer si è già pronunciato in una recente intervista al Sunday Mirror, annunciando un piano da 1,5 miliardi di sterline (circa 1,6 miliardi di franchi). Per risolvere le liste d’attesa record che pesano negli ambulatori nazionali, Starmer ha aperto a una copertura salariale per gli straordinari di medici e infermieri.
Maggiori proposte si aspettano per martedì, quando il favorito salirà sul palco per illustrare le sue famose cinque “missioni per il Regno Unito”: sviluppare l’energia verde, dare nuovo impulso alla crescita economica, migliorare la sicurezza, offrire opportunità a tutti e rivitalizzare, come detto, il servizio sanitario nazionale.
“Noi siamo il partito del cambiamento”, ha dichiarato l’ex avvocato 61enne che, dopo 13 anni di ininterrotto potere Tory, spera di cavalcare il malumore lasciato dall’alta inflazione e da una Brexit che ormai non convince più buona parte dell’elettorato (il 60% si reputa insoddisfatto dell’operazione).
Nella vulgata di Starmer, buonsenso e pragmatismo sono allora le parole-chiave per affrontare le grane che pesano sull’economia del Paese. Un programma che ha portato sempre più in centro i laburisti, con soluzioni fiscali e politiche moderate. Niente aumenti delle tasse, niente ritorno in Europa ma una ricerca di migliori accordi con Bruxelles, probabilmente sul modello svizzero.
Il congresso sarà un’occasione per dare maggiore chiarezza al programma dei laburisti e del favorito alla poltrona di premier.
Radiogiornale delle 12.30 del 08.10.2023 - Il commento di Giancarlo Ciccone
RSI Info 08.10.2023, 15:23
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