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Il Messico teme di fare un passo indietro

La contestata riforma voluta dal presidente Lopez Obrador indebolirebbe l'istituto elettorale - I tempi delle interferenze politiche potrebbero tornare

  • 27.02.2023, 15:05
  • 20.11.2024, 11:51
Manifestanti in piazza contro la riforma nella capitale

Manifestanti in piazza contro la riforma nella capitale

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Di: Laura Daverio 

Per il presidente Andres Manuel Lopez Obrador, comunemente noto come AMLO, la corruzione si combatte tagliando i bilanci. Dai viaggi in aereo in classe economica, al rifiuto di vivere nella lussuosa residenza presidenziale, il presidente populista ha fatto dell’austerità il suo cavallo di battaglia. È la strategia che ha utilizzato dall’inizio del suo mandato, nel dicembre 2018, quando ha cominciato a tagliare fondi all’amministrazione pubblica eliminando interi ministeri. E con la stessa retorica ha attaccato l’INE, Istituto Nazionale per le Elezioni, un’amministrazione indipendente dai partiti che organizza le elezioni e ne supervisiona il funzionamento. Lopez Obrador da anni accusa l’INE di corruzione e lo ritiene responsabile, almeno pubblicamente, per aver perso le elezioni nel 2006 con un margine dell’1% rispetto al candidato vincente Felipe Calderon. AMLO è poi risultato vincitore delle elezioni nel 2018, con enorme favore popolare e ampio distacco alle urne dagli altri candidati.

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26.02.2023: Messico, proteste contro la riforma elettorale

RSI Info 26.02.2023, 23:07

Morena, il partito fondato da AMLO, ha la maggioranza in Parlamento e giovedì scorso ha votato in favore della legge elettorale che prevede drastici tagli al budget dell’INE. Per guadagnare favore popolare, Lopez Obrador ha denunciato che i vertici dell’INE guadagnino più di lui. Ma i suoi tagli non avranno influenza sugli stipendi al vertice dell’Istituto. Taglieranno invece migliaia di posizioni alla base, insieme a sedi locali che non saranno più sostenibili. Sulla carta non si tolgono mansioni all’INE, ma nella pratica non ci saranno più i fondi per raggiungere l’elettorato in maniera capillare in tutto il Paese.

Il costo delle elezioni in Messico è superiore agli standard internazionali, ma va tenuto in conto che la quasi totalità del finanziamento delle campagne elettorali proviene da fondi pubblici. Ed è proprio l’INE che ne supervisiona l’uso, mentre la nuova legge depenalizza i candidati politici che non dichiarino le spese delle campagne elettorali, indebolendo così la trasparenza del processo.

Il presidente Andres Manuel Lopez Obrador

Il presidente Andres Manuel Lopez Obrador

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Non sono mancate le proteste da parte dell’opposizione, così come dei comuni cittadini, in manifestazioni organizzate in oltre 80 città del Paese. Nella capitale circa 100'000 persone hanno marciato per raggiungere lo "Zocalo" la piazza simbolo del potere nel paese, dove ha sede il Palazzo Nazionale. Unico presidente al mondo a tenere oltre un’ora di conferenza stampa in diretta tutte le mattine, AMLO è solito attaccare i suoi oppositori, definendo chi lo critica un difensore di un sistema corrotto. La lista include anche i giornalisti e i giudici. Lopez Obrador sa che la partita non è ancora chiusa, il caso verrà adesso presentato alla Corte Suprema per chiarire se sia costituzionale e quindi applicabile.

Si teme che se la legge entri in vigore, possa indebolire la giovane democrazia in Messico, facendo regredire il Paese all’ epoca in cui l’interferenza da parte del governo nelle elezioni era pratica comune. In Messico il PRI (Partito Rivoluzionario Istituzionale) ha vinto consecutivamente le elezioni per 70 anni, dal 1930 fino al 2000. L’INE nasce in Messico negli anni ’90 e si rafforza assumendo un numero di mansioni sempre più ampio, incluso il registrare la popolazione con diritto al voto nelle regioni più remote e pericolose. Oggi il tesserino di registrazione elettorale è diventata la forma identificazione in Messico per la popolazione di oltre 18 anni, comunemente richiesta per ogni tramite.

Lopez Obrador non può ricandidarsi per un nuovo mandato alle prossime elezioni nel 2024, ma punta alla vittoria del suo partito, da lui fondato e che con lui si identifica.

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