Il comandante dell'aeronautica indiana Abhinandan Varthaman, consegnato venerdì mattina all'ambasciatore indiano a Islamabad, è rientrato in territorio indiano alle 17.30 ora locale, attraversando il confine al posto di frontiera di Attari, in Punjab. Lo rendono noto i media indiani, che hanno seguito in tempo reale il viaggio del convoglio militare su cui Abhinandan viaggiava.
Il comandante era stato catturato due giorni fa dai militari pachistani, dopo che il suo velivolo MiG-21 era stato abbattuto. Liberato dal Pakistan "con un gesto di pace", è stato accolto dall'India come un eroe, con alcun hashtag che impazzavano su social.
Dopo la battaglia nei cieli del Kashmir e la riconsegna del pilota, le tensioni tra India e Pakistan sembrano ora attenuarsi. Quella che si è consumata è stata la peggiore crisi tra i due Paesi negli ultimi vent'anni.
Il premier pachistano Imran Khan ha affermato di aver liberato il militare indiano come "segno di pace" e ha aggiunto di aver cercato a più riprese di parlare al telefono con il premier indiano Narendra Modi, evidentemente senza successo. Allo stesso tempo ha avvertito che Islamabad è pronta a rispondere con adeguate "rappresaglie" ad eventuali nuovi "attacchi" indiani.
Le parti giovedì si erano accusate reciprocamente di nuovi bombardamenti di artiglieria e mortai lungo la cosiddetta Linea di Controllo (LOC), il confine di fatto tra i territori del Kashmir sotto il controllo pachistano e indiano.
ATS/M. Ang.





