I dirigenti dell’Unione Europea, in occasione del summit di Bruxelles, si sono detti estremamente preoccupati per la diffusione del terrorismo ad opera dello Stato Islamico al confine meridionale del Mediterraneo.
Il presidente del Consiglio europeo, Daniel Tusk, ha annunciato che si recherà con Federica Mogherini, l’Alto rappresentante dell’Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza, in Tunisia il 31 marzo con lo scopo di intensificare la cooperazione con il paese duramente colpito dal recente attacco, che ha causato la morte di diversi turisti europei. Tra gli obiettivi figura il tentativo di arginare la minaccia comune del terrorismo. È importante sostenere la Tunisia perché si teme che, destabilizzata, possa divenire la prossima valvola di sfogo della violenza jihadista.
I dirigenti europei, che si recheranno anche a Malta e in Italia, hanno poi ribadito il loro sostegno agli sforzi delle Nazioni Unite per trovare una soluzione diplomatica alla crisi in Libia. La volontà di risolvere il problema libico è sollecitata dalla vicinanza geografica del paese nordafricano con l’Europa. L’influsso dell’IS sul Mediterraneo e sui paesi confinanti, sempre crescente, potrebbe infatti diventare un problema concreto anche per il Vecchio continente.
Nessun intervento militare
Tusk, ha però sottolineato che non vede nell’immediato una soluzione miracolosa alla lotta contro il fondamentalismo islamico e che un’eventuale missione di pace in Libia si concretizzerà solamente ad alcune condizioni: "Necessitiamo di un'immediata e incondizionata tregua", ha infatti spiegato. La Mogherini, a tal proposito, ha chiarito che un intervento militare non è in programma, nonostante si stia pensando a tutte le opzioni possibili riguardanti la sicurezza.
Reuters/CaL




