Decapitazioni, impiccagioni, slogan contro l'Occidente... e accanto la pubblicità di colossi dell'economia statunitense e mondiale, come Microsoft, IBM e Citigroup: sembra incredibile, ma è quanto si poteva vedere su arrahmah.com, sito riconducibile all'estremista islamico Muhammad Jibril Abdul Rahman. L'uomo compare nelle liste di nomi su cui pesano sanzioni di Europa, ONU e USA e che è stato condannato a cinque anni di carcere in Indonesia per aver nascosto informazioni sugli attacchi terroristici di Giacarta nel 2009.
La vicenda è stata rivelata dal Financial Times. Rahman diffondeva gli spot grazie a diversi servizi di intermediazione, fra i quali anche AdSense di Google, che una volta al corrente della cosa ha provveduto ad eliminare lo scomodo cliente. Colpisce però la facilità con cui l'estremista è riuscito a servirsi del mercato della pubblicità online, che funziona attraverso flussi automatizzati e poco controllati.
Stando al quotidiano economico, non ci sono elementi che facciano credere che gli inserzionisti fossero al corrente di finanziare un terrorista, crimine che oltre Atlantico è punito con 20 anni di carcere e un milione di dollari di multa.
pon/ANSA


