È "illegale" il referendum previsto domenica prossima in Crimea. È il giudizio di Didier Burkhalter, che sulla crisi in Ucraina si è espresso martedì sera nella sua veste di presidente dell'Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa (OSCE).
Per avere legittimità - afferma il consigliere federale in un comunicato - la consultazione dovrebbe rispettare la Costituzione ucraina e il diritto internazionale. Burkhalter ha quindi escluso qualsiasi missione d'osservazione dell'OSCE, fino a quando non sarà trovato un accordo sul quadro costituzionale della votazione.
"Un invito da parte dello Stato membro interessato" - si legge nella nota ufficiale dell'OSCE - rappresenta peraltro una "precondizione a qualsiasi attività di osservazione".
Sulla base delle esperienze del passato, comprese quelle intraprese dalla Svizzera (con la creazione del canton Giura), il ministro degli esteri sottolinea che richiedono tempo sia i processi tesi a modificare l'ordine costituzionale, sia le discussioni sull'autonomia della regione.
Burkhalter ha quindi esortato tutte le parti in causa a "non sostenere attività anticostituzionali", ribadendo la proposta di istituire un "gruppo di contatto" internazionale sulla crisi in Ucraina.
"Non interverremo militarmente in Crimea"
Intanto il presidente ucraino ad interim Aleksandr Turcinov ha dichiarato che il suo paese esclude di intervenire militarmente in Crimea - per impedirne un'annessione da parte della Russia - poichè ha deciso di proteggere i suoi confini ad est.
"Non possiamo impegnarci in un'operazione militare in Crimea, indeboliremmo le frontiere orientali e l'esercito russo conta su questo", ha affermato il capo dello stato provvisorio.
Red.MM/ATS/AFP/ARi




