L’India ha chiamato alle urne 139 milioni di elettori in sette Stati e due territori dell'Unione. Si tratta dell'ottava delle dieci tappe in cui è suddiviso l'esercizio democratico più grande del mondo, che terminerà il 16 maggio e porterà a rinnovare il Lok Sabha (Camera bassa del Parlamento) e alla formazione di un nuovo governo.
In gara per conquistare 89 seggi (su 545) ci sono 1.200 candidati. La sfida si gioca però tra il Congresso della famiglia Gandhi e lo sfidante Bharatya janata party (Bjp) dell’aspirante premier di destra Narendra Modi.
Quest’ultimo è stato accompagnato oggi al seggio di Gandhinagar da migliaia di suoi sostenitori e dopo aver votato è uscito ostentando indice e medio della mano sinistra in chiaro segno di vittoria.
La Commissione elettorale è però intervenuta per una presunta violazione del codice elettorale: Modi ha mostrato il simbolo del suo partito (il fior di loto) durante una conferenza stampa all’uscita del seggio e ha previsto una secca sconfitta per la Gandhi. La legge indiana vieta però di fare propaganda nelle 48 ore prima della chiusura delle urne.
M.A./LudoC./ATS
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Il reportage di Manjula Bathia
RSI Info 23.11.2013, 00:27


