Gli Stati Uniti e l’Iran sospenderanno gli attacchi reciproci che avevano segnato una ripresa delle ostilità dopo la firma di un protocollo d’intesa, ha annunciato ieri, domenica un funzionario statunitense. I media statunitensi hanno riferito di un incontro previsto per martedì in Qatar.
“È previsto che proseguano le discussioni tecniche su tutti i punti del protocollo d’intesa. Le due parti cesseranno gli attacchi reciproci almeno per il momento, consentendo così alle navi di circolare liberamente nello Stretto di Hormuz” ha specificato il funzionario americano. Chiuso dalla Repubblica islamica durante la guerra lanciata il 28 febbraio da Israele e dagli Stati Uniti – che ha destabilizzato il commercio mondiale di idrocarburi e fatto impennare i prezzi del petrolio – lo Stretto è stato riaperto la scorsa settimana.
Il nodo dello Stretto di Hormuz
Teheran autorizza tuttavia un unico corridoio di passaggio, lungo le proprie coste, e minaccia di intervenire contro qualsiasi nave che vi contravvenga. “Nessun’altra istituzione né alcun altro Paese oltre all’Iran è responsabile della gestione dello Stretto”, ha ribadito ieri, domenica il capo della diplomazia iraniana Abbas Araghchi. «”Qualsiasi ingerenza”» nella gestione dello Stretto comporterà “ritardi nella (sua) riapertura e aumenterà le tensioni”, ha affermato.
L’Iran non “ha apprezzato” l’annuncio da parte dell’Oman dell’apertura di una rotta di navigazione alternativa temporanea, presentata come un’iniziativa concordata con l’ONU per evacuare i marinai e le navi bloccate. Decine di imbarcazioni l’hanno percorsa negli ultimi giorni.
Incontro in Qatar
Citando due funzionari statunitensi e una terza fonte a conoscenza della questione, il sito Axios ha affermato che martedì in Qatar si sarebbero tenute delle discussioni per risolvere le controversie relative a Hormuz. Sebbene l’Iran e l’Oman rivendichino la propria sovranità sullo Stretto, la Convenzione delle Nazioni Unite sul diritto del mare (UNCLOS), adottata nel 1982, garantisce il diritto di “passaggio in transito” negli stretti utilizzati per la navigazione internazionale indispensabile per collegare il Golfo Persico al resto del mondo. Il testo, non ratificato da Teheran, stabilisce che «tutte le navi e gli aeromobili» il cui scopo sia il transito «continuo e rapido» dello stretto godano di libertà di navigazione «senza ostacoli».
Israele distrugge sito sotterraneo di Hezbollah
“Con l’Operazione ‘Sof Pasuk’ (Fine del capitolo), l’Idf (esercito israeliano) ha distrutto l’infrastruttura “terroristica sotterranea di Hezbollah” nell’area del villaggio di Majdal Zoun, nel Libano meridionale”. Lo ha reso noto l’ufficio del premier Benjamin Netanyahu.
La struttura, lunga oltre 200 metri e a una profondità di oltre 25 metri, conteneva centinaia di armi e diversi pozzi di lancio destinati a colpire il territorio dello Stato di Israele e i suoi cittadini. Israele ha informato preventivamente gli Stati Uniti e il rappresentante americano in Libano dell’operazione di distruzione dell’infrastruttura.
Accordo non “entrerà in vigore”
Intanto, il presidente del Parlamento libanese Nabih Berri, alleato del movimento filo-iraniano Hezbollah, ha dichiarato che l’accordo quadro siglato con Israele sotto l’egida degli Stati Uniti “non sarà adottato”, ritenendo che non garantisca i diritti del suo Paese. “Questo accordo non sarà adottato né attuato nella sua forma attuale”, ha affermato in una nota diffusa dal suo partito, il Movimento Amal, denunciandolo come un “accordo basato su ‘diktat’, e non un accordo che tuteli i diritti del Libano”. Firmato venerdì a Washington l’accordo mira a raggiungere una “pace duratura” tra Libano e Israele e prevede il disarmo di Hezbollah.

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