Il timore di una rinuncia israeliana al Giro d’Italia, peraltro molto atteso sia dal pubblico che dalle autorità, è svanito, giovedì, con sollievo dell’organizzazione della manifestazione.
A far alterare lo Stato ebraico era stata la pubblicazione ufficiale della gara, che indicava in “Gerusalemme ovest” il punto di partenza dell’edizione del prossimo anno. La reazione negativa era stata immediata. “C’è una sola Gerusalemme unificata”, avevano detto i ministri della cultura e dello Sport, Miri Regev, e del Turismo, Yariv Levin. Il testo era stato definito un’”infrazione” agli accordi con gli organizzatori che, se non modificato, avrebbe comportato la revoca della partecipazione del paese.
La tensione si è placata quando il Giro d’Italia ha comunicato la rimozione della dicitura problematica, chiarendo che si trattava solo di materiale tecnico e “privo di valenza politica”. La soddisfazione dei due ministri israeliani è stata immediata.
ATS/Red. MM.





