Il Governo italiano sembra pronto a modificare la norma sugli incentivi fiscali che rischiava di danneggiare pesantemente l’industria delle macchine svizzera. La conferma arriva dal viceministro dell’Economia Maurizio Leo, che a Telefisco de Il Sole 24 Ore ha annunciato l’intenzione di eliminare le attuali “limitazioni territoriali” sugli iperammortamenti.
“Stiamo lavorando, e ringrazio le nostre strutture - Ragioneria generale dello Stato, Agenzia delle Entrate e Dipartimento delle Finanze - con l’obiettivo di eliminare le limitazioni territoriali” e, dunque, “ fare in modo che, indipendentemente da dove viene fatto l’investimento, anche al di fuori di quello che è il perimetro dell’Unione europea”, questa operazione sia “premiata, nel senso che si potrà usufruire dell’iperammortamento”, ha dichiarato Leo.
Secondo il viceministro, la modifica dovrebbe essere inserita “nel prossimo provvedimento legislativo”, ma senza dare una tempistica precisa.
La norma contestata
La norma, nella sua versione iniziale, prevedeva una fiscalità agevolata solo per i beni prodotti nell’UE o nello Spazio economico europeo. Una misura che Swissmem, l’associazione mantello dell’industria meccanica elvetica, aveva denunciato come potenzialmente devastante.
In gennaio, Swissmem aveva avvertito che i macchinari svizzeri rischiavano di diventare “nettamente più costosi” per i clienti italiani, venendo di fatto esclusi dal mercato. L’associazione aveva subito allertato la Segreteria di Stato all’economia e avviato una campagna mediatica

Le reazioni di Swissmem
Telegiornale 05.02.2026, 20:00
Il sollievo dell’industria svizzera
Le ultime dichiarazioni da Roma hanno suscitato grande soddisfazione in Svizzera. “Le nostre numerose aziende associate e la stessa Swissmem sono molto sollevate dal fatto che l’Italia non stia attuando questa legge come inizialmente previsto. La discriminazione delle esportazioni di macchinari svizzeri in Italia è ora fuori discussione ha dichiarato Jean‑Philippe Kohl, vicedirettore di Swissmem.
Kohl ha anche rivelato che le pressioni sull’Italia non sono arrivate solo dalla Confederazione, ma anche da altri Paesi dell’UE: “Ci sono state anche critiche interne, in particolare perché la legge potrebbe violare le norme europee sugli aiuti di Stato”.
Il Dipartimento dell’economia: “Buone notizie” da Roma
Il Dipartimento federale dell’economia, guidato dal consigliere federale Guy Parmelin, ha confermato a SRF che la notizia dell’eliminazione della clausola rappresenta “una buona notizia” proveniente dall’Italia. Ora è necessario che la modifica venga approvata al più presto a livello legislativo, così da garantire alle aziende svizzere e alle filiere produttive strettamente integrate la necessaria sicurezza giuridica.
Cosa prevede la nuova legge di bilancio italiana
La nuova legge di bilancio italiana, varata lo scorso dicembre, introduce con l’articolo 1 comma 427 uno sgravio fiscale che, di fatto, disincentiva le imprese dal fare acquisti al di fuori dell’Unione europea. Si tratta di un vincolo che taglia fuori la Svizzera. Il sistema in questione, che vale sugli investimenti come l’acquisto di macchinari, permette alle aziende di scaricare parte delle spese. Con una spesa fino a 2,5 milioni di euro, è possibile un risparmio del 43,2%. Nello scaglione fino a 10 milioni di spese, si scende al 24%, poi al 12%. Ma nella nuova legge di bilancio, il sistema viene limitato ai beni prodotti in uno degli Stati membri dell’Unione europea o della Spazio economico europeo (SEE). Se le aziende italiane possono ammortizzare fino al 280% l’acquisto di macchinari provenienti dall’UE o dallo SEE, lo sgravio per i prodotti svizzeri si ferma al 100%

L'Italia mette in difficoltà la produzione svizzera di macchinari
SEIDISERA 02.02.2026, 18:00
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