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Kiev-Mosca, primo scambio di prigionieri da cinque mesi

L’inviato speciale di Trump, Steve Witkoff, ha reso nota l’intesa tra ucraini e russi per il rilascio, già avvenuto, di 157 soldati per parte - Ma restano questioni irrisolte come il destino dell’Oblast di Donetsk

  • Un'ora fa
L'impegno dell'inviato speciale USA Steve Witkoff ha permesso di organizzare un nuovo scambio di prigionieri

L'impegno dell'inviato speciale USA Steve Witkoff ha permesso di organizzare un nuovo scambio di prigionieri

  • archivio Keystone
Di: AFP/AP/EnCa 

L’inviato americano Steve Witkoff ha annunciato giovedì che l’Ucraina e la Russia hanno concordato di procedere a un nuovo scambio di prigionieri, durante i negoziati trilaterali ad Abu Dhabi che ha definito “produttivi”. “Oggi le delegazioni di Stati Uniti, Ucraina e Russia hanno concordato di scambiare 314 prigionieri, 157 per parte, ed è il primo scambio di questo tipo in cinque mesi”, ha annunciato Witkoff sui suoi account social.

“Questo risultato è stato ottenuto grazie a negoziati di pace approfonditi e produttivi. Sebbene ci sia ancora molto lavoro da fare, progressi come questo dimostrano che l’impegno diplomatico costante produce risultati concreti e contribuisce agli sforzi volti a porre fine alla guerra in Ucraina”, ha assicurato.

Lo scambio di soldati e ufficiali tra i due eserciti è già avvenuto. i 157 prigionieri di guerra per ciascuna forza armata sono tornati a casa, come ha confermato giovedì il ministero della Difesa di Mosca. “Il 5 febbraio 157 militari russi” sono stati rimpatriati, ha detto il ministero, aggiungendo che “in cambio, sono stati consegnati 157 prigionieri di guerra delle forze armate ucraine”. Gli Emirati e gli Stati Uniti hanno fornito “una mediazione umanitaria” durante il ritorno dei prigionieri russi, hanno aggiunto i funzionari di Mosca.

L’invasione dell’Ucraina scatenata da Mosca nel 2022, il peggior conflitto armato in Europa dalla Seconda guerra mondiale, ha causato decine, se non centinaia di migliaia di morti e milioni di rifugiati.

Mercoledì la Russia ha nuovamente chiesto all’Ucraina di piegarsi alle sue richieste, rafforzando i dubbi sulle possibilità di successo degli sforzi diplomatici guidati dal presidente americano Donald Trump. “Finché il regime di Kiev non avrà preso la decisione appropriata, l’operazione militare speciale continuerà”, ha avvertito il portavoce del Cremlino, Dmitri Peskov.

Mosca chiede in particolare che Kiev abbandoni l’intera regione deli Donetsk (a est), comprese le zone controllate dall’esercito ucraino, in cambio di un possibile congelamento della linea del fronte.

In un’intervista trasmessa mercoledì dal canale televisivo France 2, Zelensky ha affermato che Mosca dovrebbe sacrificare altri 800’000 uomini per completare la conquista militare di questo Oblast. “Ci vorranno almeno due anni con un avanzamento molto lento. A mio parere non resisteranno così a lungo”, ha rimarcato ili capo di Stato, secondo quanto riportato dal canale francese.

Zelensky ha tuttavia riconosciuto che il conflitto sta pesando molto anche sul suo Paese, con “un gran numero di dispersi” e “55’000” militari ucraini uccisi. Secondo alcune stime, si tratta di decine di migliaia di soldati dispersi e molto probabilmente uccisi. Kiev si rifiuta di abbandonare la regione, dove si trovano le sue principali difese contro gli attacchi russi, ma teme che Washington sostenga la posizione di Mosca.

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Negoziati fra Kiev e Mosca ad alta tensione

Telegiornale 04.02.2026, 20:00

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