Quello che era considerato da Washington come l’ultimo, cruciale incontro con Mosca per dissuadere la Russia dall’annettere la Crimea è finito con un nulla di fatto. “Non c’è la stessa visione sull’Ucraina”, ha dichiarato il ministro degli esteri russo Sergei Lavrov dopo il colloquio con il segretario di Stato americano John Kerry a Londra.
Lavrov ha anche indicato che le sanzioni contro la Russia sono uno “strumento controproducente” e che “la Russia rispetterà il risultato del referendum in Crimea”.
UE pronta alle sanzioni
I ministri degli esteri dell’Unione Europea, riuniti oggi in una seduta straordinaria, hanno dichiarato che, in mancanza di segni di allentamento della tensione, lunedì saranno “pronti a dare il via libera alle sanzioni” contro la Russia.
Nelle conclusioni della riunione saranno verosimilmente indicate come misure la richiesta di rientro delle truppe russe nelle caserme, la formazione di un “gruppo di contatto” per mantenere aperto il dialogo con la Russia e invio di una missione di osservatori dell'OSCE in Ucraina.
"Il referendum è legittimo"
Intanto il premier della Repubblica di Crimea, Sergei Aksionov, ha dichiarato dal canto suo di sperare nel riconoscimento da parte di Kiev dell’esito del referendum, che “è legittimo e sarà trasparente”. Inoltre, oggi rinforzi russi sono giunti in Crimea, in vista del voto di domenica. Una nave di guerra è attraccata a Sebastopoli scaricando camion, soldati e almeno un blindato per il trasporto delle truppe.
ATS/FM
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RG 18.30 - La corrispondenza da Londra di Giancarlo Ciccone
RSI Info 14.03.2014, 19:38
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RG 18.30 - Il reportage dal nostro inviato in Crimea, Pierre Ograbek
RSI Info 14.03.2014, 19:36






