Si riaccende il confronto tra Ucraina e Russia. Entrambi i fronti si accusano a vicenda di violare gli accordi di Minsk e mettere in pericolo il processo di pacificazione. Dopo le elezioni di domenica scorsa nel sudest del paese, non riconosciute dalla comunità internazionale, Kiev ha denunciato spostamenti di truppe russe verso il confine, mentre i ribelli ribattono che sono i governativi a preparare l’offensiva.
Kiev cerca di isolare i territori controllati militarmente dai miliziani separatisti imponendo il controllo dei passaporti di chiunque, ucraino o straniero, entri nelle zone in mano ai filorussi o al contrario ne esca. Così facendo, le autorità ucraine creano però di fatto una sorta di "frontiera interna" con le autoproclamate repubbliche di Donetsk e Lugansk mentre va avanti il conflitto nel sud-est in cui in quasi sette mesi di scontri hanno perso la vita più di 4.000 persone.
Mosca e Kiev sono ormai da tempo ai ferri corti. La Russia, accusata da Kiev e dall'Occidente di sostenere i ribelli con uomini e armi, punta a sua volta il dito contro il governo di Petro Poroshenko per aver "grossolanamente violato" gli accordi per riportare la pace nel sud-est "intensificando le azioni militari con l'uso di mezzi pesanti”.
Red.MM/ATS/ANSA/Swing




