La situazione in Ucraina, domenica in serata, è ulteriormente precipitata. I manifestanti che contestano il presidente Viktor Ianukovich hanno occupato il ministero della Giustizia poco distante da piazza Maidan, cuore della protesta “europeista” ormai fondamentalmente antigovernativa. Gli insorti hanno subito cominciato a costruire delle barricate per difendere il palazzo da un eventuale attacco delle forze dell’ordine.
Il Paese è sull'orlo di una guerra civile e ora si profila anche lo spettro di una secessione delle regioni sud-orientali. Il presidente Ianukovich comincia a tremare davanti ai continui successi degli insorti che stanno occupando i palazzi del potere uno dopo l'altro e con una rapidità che rende chiaro come la situazione non sia più sotto il controllo delle autorità. Il capo dello Stato non ha nessuna intenzione di mollare la poltrona, forse anche per paura di finire sotto processo. Ma i dimostranti vogliono la sua testa, per cui difficilmente si giungerà a un compromesso se non saranno concesse elezioni anticipate.
A ribellarsi sono soprattutto le regioni dell'ovest, ucrainofone e più filo-occidentali, mentre l'est russofono - nonostante alcune proteste antigovernative - è fondamentalmente avverso agli insorti. A Sebastopoli, in Crimea, diverse organizzazioni hanno proposto di formare uno Stato federativo denominato Malorossiya (Piccola Russia, come ai tempi degli zar) in Ucraina centrale e sudorientale.
ATS/ANSA/Diem
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