Il rapporto del procuratore speciale Robert Hur che non ha raccomandato alcuna incriminazione contro Joe Biden per la sua gestione di documenti classificati, ma ha definito “povera” la memoria del presidente USA è diventato - come era prevedibile - un caso politico in America.
All’indomani della pubblicazione, alcuni esponenti repubblicani hanno chiesto che si esplori la procedura, prevista dal 25mo emendamento della Costituzione, per sostituire il presidente in caso di morte, destituzione, dimissioni o incapacità. Un emendamento che venne introdotto dopo l’assassinio di John Kennedy e che era stato evocato anche dai democratici durante la presidenza Trump.
Ma dall’entourage presidenziale si replica che il capo dello Stato è perfettamente in grado di guidare il Paese e i commenti del procuratore sono gratuiti e inappropriati. Il portavoce dell’ufficio legale della Casa Bianca, Ian Sams, si è presentato ai giornalisti durante il consueto briefing quotidiano e ha definito “fuori dai limiti” in particolare il commento secondo cui Biden non ricorderebbe l’anno della morte del figlio (avvenuta nel 2015, dopo una lunga battaglia contro il cancro al cervello).
Biden, ha ricordato Sams, ha risposto per due giorni alle domande del procuratore, l’8 e il 9 ottobre. Nelle stesse ore si occupava di organizzare la risposta USA agli attacchi di Hamas contro Israele del 7 ottobre.
RG delle 12:30 del 10.02.2024 - Il servizio di Andrea Vosti
RSI Info 10.02.2024, 13:15
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Si chiude il caso legale, si apre quello politico
Il rapporto stilato dall’ ex procuratore del Maryland ha chiuso quindici mesi di inchiesta sulla gestione da parte del presidente di alcuni file durante la transizione dopo la fine della presidenza Trump, ma ha chiaramente aperto un caso politico destinato probabilmente a durare fino alle elezioni di novembre. Nella polemica è intervenuta anche la vicepresidente Kamala Harris, secondo cui le affermazioni di Hur sono “gratuite” e “politicamente motivate”.
Hur ha detto che il presidente ha sbagliato nel portarsi a casa un documento riservato condividendone alcuni contenuti con uno dei suoi speechwriter, ma che non vi erano indicazioni di un comportamento penalmente rilevante.
La Casa Bianca ha fatto intanto sapere che una nuova procedura garantirà che durante le transizioni tra presidenze non si ripetano casi del genere.

Notiziario delle 21:00 del 09.02.2024
Notiziario 09.02.2024, 21:30
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