In Medio Oriente sono ripresi, negli scorsi giorni, gli attacchi tra Iran e Stati Uniti. E nel frattempo prosegue anche il botta e risposta tra i due Paesi, con un inasprimento dei toni.
Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha dichiarato che Teheran ha “mantenuto la parola data” sul cessate il fuoco con gli Stati Uniti, dopo che il presidente statunitense Donald Trump ha insistito sul fatto che la tregua fosse finita, ma che avesse acconsentito a ulteriori negoziati con la Repubblica islamica.
“Finora l’Iran ha mantenuto la parola data, a differenza del ‘cosiddetto’ segretario del Tesoro statunitense che sta violando il Memorandum d’intesa” ha scritto Araghchi su X, riferendosi a una parte del documento relativa al mancato dispiegamento di ulteriori forze statunitensi nella regione. E nel suo post, Araghchi ha aggiunto che “non può esserci rispetto se non è reciproco”.
Per quanto riguarda la continuazione dei negoziati, il portavoce del Ministero degli Esteri iraniano ha precisato che Teheran “non ha avanzato alcuna richiesta” di proseguire le discussioni. Al contempo ha annunciato che Araghchi si sarebbe recato in Oman sabato per parlare dello Stretto di Hormuz. L’Iran consente un solo corridoio di navigazione lungo la costa, ed esclude qualsiasi ritorno alla situazione precedente alla guerra, quando il transito nel passaggio era libero.
Trump: “Mille missili puntati verso l’Iran”
Sul fronte statunitense, Washington ha chiesto all’Iran di fermare gli attacchi alle navi nello Stretto di Hormuz, in quello che sembra un nuovo ultimatum a Teheran. Il presidente Donald Trump ha anche minacciato, con un messaggio sul suo social Truth, un’offensiva senza precedenti in caso di tentativo di assassinio nei suoi confronti: “Mille missili son pronti al lancio e sono puntati verso la Repubblica islamica dell’Iran, con altre migliaia pronti a seguirli immediatamente” ha scritto.
La guida suprema iraniana, Mojtaba Khamenei, ha diffuso sabato un messaggio in cui ha affermato che la “vendetta” era “inevitabile” dopo la morte di suo padre, Ali Khamenei, ucciso in bombardamenti durante il primo giorno di guerra. L’ayatollah si è così espresso per la prima volta dopo i funerali del padre nonché predecessore, che si sono conclusi giovedì.
Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi dovrebbe dunque trovarsi oggi in Oman per riprendere i negoziati. Ma sarebbero assenti gli Stati Uniti, secondo quanto dichiarato da un funzionario del Qatar all’emittente CBS.

Hormuz: nuovo ultimatum degli Stati Uniti all'Iran
Telegiornale 11.07.2026, 12:30



