Si sono tenuti lunedì a città del Messico i funerali di Gabriel Garcia Marquez, deceduto lo scorso giovedì all’età di 87 anni.
Alla cerimonia, oltre alla famiglia, hanno partecipato anche i presidenti di Colombia – suo paese d’origine – e Messico – suo paese d’adozione sin dagli anni ’60.
Il dirigente di Stato di Bogotà Juan Manuel Santos ha definito il Nobel per la letteratura come il più grande colombiano di tutti i tempi: “Rendiamo omaggio a colui che, un giorno di dicembre del 1982, ha colpito il mondo parlando della solitudine dell’America latina”.
Dal canto suo il messicano Enrique Peña Nieto ha salutato colui “che ha piazzato la letteratura latino-americana all’avanguardia della letteratura mondiale”.
Dopo i discorsi e un minuto di silenzio, la cerimonia si è conclusa con un lungo applauso.
Entrambi i paesi aspettano la decisione della famiglia di Garcia Marquez sulla destinazione finale delle ceneri, che potrebbero anche essere suddivise fra entrambi.
RedMM/afp/mrj
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Dopo che lo scorso venerdì il presidente cubano Raul Castro ha inviato alla moglie Di Marquez, Mercedes, un messaggio di cordoglio - "Abbiamo perso un grande intellettuale e un grande amico" - lunedì è stato il fratello Fidel a mandare una corona di fiori - "Da Fidel castro Ruiz, all'amico caro".
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Il contributo del critico e romanziere Bruno Arpaia
RSI Info 18.04.2014, 11:04
18/04/2014 - Il servizio di Emiliano Guanella
RSI Info 18.04.2014, 11:04











